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La proposta di legge dovrà passare in Conferenza Stato-Regioni, perché la competenza sui mercati è regionale, ma l’obiettivo di Pallottini è accendere una «attenzione nazionale».
Secondo punto in agenda, una vecchia «fissa» del romano Massimo Pallottini, per dare forza al mercato: la Consulta. Presentata durante Macfrut l’iniziativa Italmercati-Fedagromercati (con la partecipazione di Coldiretti, Confagricoltura, Cia), punta a recuperare una voce che troppo spesso ha pagato lo scotto della frammentazione. «È l’interlocutore che mancava per spingere il settore verso obiettivi strategici condivisi e sempre più alti», dice.
Il che, tradotto in una vision strategica (molto ambiziosa per un Paese gravato da un pesante gap infrastrutturale) vuol dire trasformare i centri agroalimentari in hub logistici interconnessi, capaci di integrare il sistema portuale, ferroviario e degli interporti, «per ottimizzare la circolazione delle merci e accrescere il valore aggiunto dei prodotti».
L’ultimo step del progetto si concentra sul recupero del rapporto con la grande distribuzione (altro attore che la Consulta ambisce a cooptare). Un processo che – ne è convinto il presidente Pallottini – passa anche attraverso la programmazione di orari differenti.
«Dobbiamo spostarci dalla fascia notturna a quella diurna per intercettare nuove opportunità», dice.
Il presidente di Italmercati spiega come, dopo una fase di stanca, il mondo della grande distribuzione si stia riavvicinando ai mercati, «spinta dalla crescente domanda di localismo, che solo i mercati possono supportare».
Emblematico l’accordo stretto con Gros (Gruppo Romano Supermercati, 205 punti vendita nel Lazio), interessato a lanciare una nuova linea dedicata ai prodotti locali a chilometro zero.
E poi c’è il tema dei giovani, destinati a ereditare la professione. «La fascia notturna non fa per loro», conclude.
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