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Pedro Cano, la riflessione sulla condizione umana e l’amore per Roma – Arte

today20 Aprile 2026 20

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Un monumentale ciclo pittorico in
bianco e nero sulla migrazione, la sofferenza e la solidarietà
dialoga con 48 acquerelli dedicati a Roma, affiancati da 7
taccuini di viaggio con appunti e vedute della Città Eterna.

   
Sono le opere dell’artista spagnolo Pedro Cano, riunite nella
mostra ‘Pedro Cano. Siete e Roma’, che il Casino dei Principi di
Villa Torlonia ospita fino al 7 giugno. Il progetto espositivo,
a cura di Giorgio Pellegrini, riunisce il ciclo pittorico
‘Siete’ e una selezione di opere dedicate a Roma, città in cui
l’artista murciano ha vissuto e lavorato per oltre
cinquant’anni, considerandola un luogo di costante ispirazione.

   
L’esposizione fa parte di un progetto della Sovrintendenza
Capitolina, che da alcuni anni dedica ad artisti operanti a Roma
nel XX secolo e che con la città hanno stabilito un forte legame
di appartenenza contribuendo alla sua vita culturale e
artistica. Le oltre cento opere di Pedro Cano sono allestite su
due livelli del Casino dei Principi: al primo piano è presentato
il monumentale ciclo pittorico ‘Siete’, nato da appunti e
riflessioni raccolti dall’artista nel corso di anni e
organizzati, al compimento dei suoi 75 anni, in un ciclo
unitario articolato in sette trittici – ‘Gioco’, ‘Lavoro’,
‘Biciclette’, ‘Interno’, ‘Salto’, ‘Attesa’ e ‘Carico’ –
realizzati in bianco e nero su pannelli orizzontali per un
totale di 21 opere a olio su tela, accompagnate da disegni e
schizzi preparatori. La serie affronta temi universali quali la
migrazione, l’ingiustizia, il lavoro, la sofferenza; ma pone
l’accento anche sulla solidarietà e l’aiuto reciproco.

   
Attraverso figure a grandezza quasi naturale di uomini e donne
colti in posture sospese, Cano invita lo spettatore a un
confronto con la vulnerabilità e la dignità della condizione
umana. Il bianco e nero dominante, privo di elementi superflui,
amplifica la tensione emotiva e concentra l’attenzione sui
gesti, sulle posture e sulle relazioni silenziose tra le figure.

   
Al piano terra la mostra presenta 48 opere dedicate a Roma –
prevalentemente acquerelli su carta, di cui alcuni inediti –
affiancati da una selezione di taccuini di viaggio con appunti e
vedute della città. L’atmosfera qui si fa più intima e
contemplativa con le vedute classiche in dialogo con gli scorci
intimi e le prospettive dipinte dall’artista dalle finestre
della sua abitazione affacciata sulle Terme di Diocleziano. Ne
emerge uno sguardo sulla Città Eterna, che intreccia memoria,
luce e architettura in una sintesi che racchiude oltre mezzo
secolo di legame artistico tra Cano e Roma. I taccuini,
presentati come testimonianze dirette del processo creativo,
permettono di entrare nel laboratorio dell’artista rivelando
appunti, studi di luce e annotazioni che restituiscono la
continuità del suo sguardo sulla città. I quaderni costituiscono
infatti uno dei nuclei più riconoscibili e poetici della
produzione di Pedro Cano. La mostra, promossa da Roma Capitale e
organizzata dalla Fundación Pedro Cano, è accompagnata dal
catalogo edito da José Luis Montero.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



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Scritto da: redazione

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