Sony dà i numeri di Saros, ma mancano le vendite
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Ilari Kuittinen, boss e fondatore di Housemarque, ha ammesso che i risultati di vendita iniziali di Saros non siano stati eccezionali. Per lo studio, però, questo non rappresenta un fallimento: l’obiettivo è costruire un pubblico nel tempo, un po’ come ha fatto FromSoftware con il genere soulslike.
“FromSoftware lavora sullo stesso genere da moltissimo tempo e così ha costruito la sua fanbase”, ha detto Kuittinen a The Game Business. “Noi abbiamo pubblicato due giochi unici, Returnal e Saros. È una proposta nuova, e devi educare il mercato affinché il pubblico impari ad apprezzarla.”
Kuittinen non pretende certo di paragonare Housemarque a FromSoftware, ma il percorso da seguire è quello: crescere gioco dopo gioco, come lo studio giapponese ha fatto da King’s Field a Demon’s Souls e Dark Souls, fino ad arrivare a Elden Ring.
“Il percorso di FromSoftware, da King’s Field a ciò che sono oggi… Non pretendiamo certo di essere a quel livello”, continua Kuittinen. “Ma, come loro, continueremo a mantenere il nostro nucleo creativo e a educare il mercato, facendo capire che questo è il tipo di giochi più interessante che si possa giocare. È questo il nostro obiettivo.” “Ci arriveremo passo dopo passo”, ha aggiunto il brand director Mikael Haveri.
Saros è uscito ad aprile e, nonostante gli apprezzamenti di critica e pubblico (ecco la nostra recensione), non è riuscito a imporsi nelle classifiche di vendita. Haveri, però, crede che il gioco possa crescere nel tempo, seguendo una traiettoria simile a quella di Returnal.
Sony dà i numeri di Saros, ma mancano le vendite
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“È curioso: quando abbiamo lanciato Returnal, il gioco ha iniziato a guadagnare trazione solo un po’ più tardi. Una parte consistente della community ha avuto modo di scoprirlo meglio col tempo, e da lì l’interesse ha iniziato a diffondersi sempre di più.”
Kuittinen aggiunge: “Questo è solo l’inizio del dialogo con la community. Se avete giocato a Saros, sapete che ci sono moltissime cose che possiamo fare, ritoccare e aggiungere. Speriamo di poter continuare a farlo ancora per un po’.”
Nelle battute finali dell’intervista si è parlato anche del futuro dello studio, che per ora preferisce concentrarsi sul supporto post‑lancio di Saros.
“A volte ci diamo un pizzicotto… ci chiediamo se stiamo sognando, per il fatto di avere l’opportunità di creare qualcosa del genere. Un nuovo gioco, una nuova IP, con queste risorse?” conclude Kuittinen.
“Ma restiamo anche molto con i piedi per terra. Siamo stati indipendenti per 26 anni, cercando semplicemente di sopravvivere e passando da un progetto all’altro. Ora stiamo discutendo di come proseguire con Saros e parlando con la community. E poi, naturalmente, dobbiamo chiederci cosa fare in futuro. Ci sono opportunità interessanti che vorremmo esplorare, magari non alla scala di Saros. Le idee sono tante, e capiremo strada facendo quali saranno davvero possibili.”
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Scritto da: redazione
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