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Il mago del Cremlino recensione del film 2K di Assayas

today20 Giugno 2026 7

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Film ambizioso che trova i suoi momenti migliori quando smette di seguire il protagonista

Il mago del Cremlino parte da un’idea intrigante: raccontare l’ascesa della Russia post-sovietica attraverso gli occhi di un uomo rimasto nell’ombra del potere. Olivier Assayas impiega però troppo tempo prima di arrivare al cuore del racconto. La lunga introduzione dedicata alla vita privata del protagonista interpretato da Paul Dano rallenta il ritmo e finisce per appesantire una narrazione che dovrebbe concentrarsi sulle trasformazioni politiche del Paese.

Il film cambia passo soltanto con l’arrivo di Vladimir Putin. In quel momento Jude Law si impone con una presenza scenica tale da ridefinire gli equilibri dell’intera opera. Da lì emergono gli aspetti più interessanti: il rapporto con gli oligarchi, la costruzione del consenso e alcune riflessioni sul nuovo assetto geopolitico russo.

L’uomo nell’ombra finisce in secondo piano

Assayas tocca eventi cruciali della storia recente senza però approfondirli davvero, preferendo un approccio episodico che lascia spesso la sensazione di assistere a una sintesi piuttosto che a un’indagine. Visivamente sobrio fino all’eccesso e penalizzato da una durata generosa, Il mago del Cremlino resta un film dalle grandi ambizioni che trova i suoi momenti migliori proprio quando smette di seguire il protagonista e si lascia catturare dalla figura di Putin.

Girato nativo presumibilmente digitale, imprecisata risoluzione, formato immagine 2.39:1 (1920 x 1080/24p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-50 doppio strato. Il girato di Assayas è visionabile con piacere anche su schermi di grandi dimensioni, encoding che non manca di porre l’accento anche sui particolari in secondo piano, con ricchezza colorimetrica, neri convincenti e solidità d’insieme.

Il mago del Cremlino 2K: Jude Law domina una storia sbilanciata

Doppia traccia DTS-HD Master Audio 5.1 italiano e inglese, entrambe 16 bit, per uno spettacolo dialogo-centrico che oltre all’ottimo parlato dal centrale offre comunque transizioni tra echi, effetti e l’ottima dinamica d’insieme che accompagna fino ai titoli di coda. Non ultimo il Dolby Digital 2.0 canali con audiodescrizione non vedenti.

Come extra ci sono circa 30′ minuti di interviste e approfondimenti sulla complessità dell’opera e delle interpretazioni in compagnia di Paul Dano, Jude Law e del regista. Sottotitoli in italiano.



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Scritto da: redazione

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