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Ambiente

A Verona apre Fieragricola: focus su agritech e lotta al cambiamento climatico

today31 Gennaio 2024 2

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Apre questa mattina a Verona la 116esima edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale che abbraccia tutti i principali comparti del settore primario, dalla meccanica alla zootecnia, dalla chimica verde alle tecnologie hi-tech per i campi. La manifestazione, che continuerà fino a sabato 3 febbraio, ospita 820 aziende provenienti dall’Italia e da altri 20 Paesi, mentre sono attesi buyer da 28 Paesi. In Italia, il comparto agricolo ha raggiunto un valore alla produzione di 74,6 miliardi di euro.

Quest’anno però i riflettori non sono puntati solo sugli stand, ma anche sulle proteste degli agricoltori che ormai anche in Italia, da un paio di settimane, stanno scendendo in piazza con i trattori. Ad accogliere il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e i rappresentanti delle principali associazioni agricole nazionale, ai cancelli della Fiera di Verona c’è infatti il presidio organizzato dagli agricoltori veneti, che da giorni rivendicano il giusto prezzo per i loro prodotti e protestano contro le decisioni prese dalla Ue e dal governo sul comparto. «Sono sempre in contatto con tutti – ha detto ieri il ministro – ho incontrato tutte le organizzazioni agricole e anche la delegazione che proveniva da Pescara degli agricoltori aggregatisi spontaneamente». Ma il clima è teso.

Coldiretti ha deciso di ritirare dagli stand le proprie bandiere, dopo che ne giorni scorsi alcune di queste sono state bruciate durante i cortei dai manifestanti, mentre sembra che il suo presidente, Ettore Prandini, abbia rinunciato a partecipare alla giornata inaugurale. Coldiretti, ad oggi la più contestata dai contadini scesi in piazza, ha preferito rispondere con una contro-manifestazione in piazza domani a Bruxelles, in occasione del Vertice europeo straordinario sul bilancio dell’Ue, dove promette di portare oltre mille associati a protestare contro «le follie dell’Unione Europea che minacciano l’agricoltura italiana».

A Verona oggi, invece, ci sarà il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, atteso per il pomeriggio, così come ha confermato la sua presenza il presidente della Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini. Per i vertici delle associazioni agricole, quello di oggi costituisce di fatto il primo confronto diretto con gli agricoltori scesi in piazza.

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Alle istituzioni oggi la Cia chiederà risposte concrete per affrontare il cambiamento climatico: «La sfida contro il climate change – sostiene il presidente Fini – va vinta adesso, con un approccio multidisciplinare, orientato da ricerca e innovazione sostenibile. Serve un’azione forte da parte dell’Europa a partire dal regolamento sulle nuove tecniche genomiche. Bruxelles inoltre deve rivedere i vincoli e gli obblighi della Pac e del Green Deal: la transizione verde deve essere graduale e costruita insieme al comparto agricolo, con soluzioni alternative per continuare a operare in competitività». Secondo i dati della Cia, l’aumento degli eventi catastrofali mette a rischio di estinzione il 10% delle Dop e delle Igp. Finora, sostiene ancora l’associazione, i cambiamenti climatici hanno tolto all’Italia un frutto su quattro e messo a rischio circa 1.200 prodotti. Dal Piemonte alla Sicilia, tra le regioni più in difficoltà, sono sotto i riflettori alcune eccellenze del made in Italy come la robiola di Roccaverano, la mela dell’Alto-Adige, l’olio extravergine del Garda, il pomodoro San Marzano, i limoni di Sorrento e il pecorino siciliano. Mentre l’alluvione in Romagna ha dato il colpo di grazia a tipicità come il lambrusco di Sorbara Doc e le pere Igp, quest’ultime in picchiata produttiva del 75%.



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Scritto da: redazione

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