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Ambiente

«Ulivi tagliati nel barese a chi non paga il pizzo»

today1 Luglio 2023

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La vita degli imprenditori in campagna è sempre più difficile: si moltiplicano anche i furti di ferro, acciaio, rame, cavi elettrici e telefonici con le aziende agricole che rimangono spente e isolate telefonicamente, mentre i pozzi per i irrigare restano fermi, pregiudicando le produzioni agricole che hanno bisogno di acqua. Si moltiplicano anche i casi di agricoltori costretti a vigilare di notte. A Terlizzi è sorto anche un presidio rurale che chiede più vigilanza anche se D’Orfeo è scettico: «Non servono più le pattuglie, oggi con un monitor puoi vedere tutto con la videosorveglianza. Bisogna solo sapersi organizzare, le ronde possono servire, ma con la tecnologia si capisce che fine può fare l’olio rubato, mica puoi nasconderlo in camera da letto».

Anche in questo caso le pattuglie di guardie campestri sono arrivate subito «ma ormai il danno era fatto. Loro fanno quello che possono», ammette Pileri, che teme di vedere compromesso il lavoro delle tante aziende agricole di Terlizzi che producono e che, nel tempo, hanno fatto il salto di qualità verso la commercializzazione diretta e l’ingresso anche nei mercati esteri. Che è poi il caso di tante aziende olivicole e olearie del barese.

Come la sua, di Olio Pileri, sorta nel 2008, interamente bio, olio evo di coratina in purezza interamente imbottigliato e venduto anche all’estero, presente su alcune delle maggiori guide del settore. «Lasciata la professione – dice Pileri – sono impegnato nell’azienda agricola, 10 ettari in contrada Chiuso dei Cucchi, che si affacciano sulla via Francigena, con un angolo dove c’è un pozzo di epoca romana, ora in disuso, descritto da Orazio e che da il nome a due nostri olii, Vergilium e Oratium».

E, coincidenza, la mattina di mercoledì testimoni dello scempio sono stati anche due pellegrini di lingua inglese, basiti per il destino riservato agli ulivi secolari. Il caso Terlizzi dunque è emblematico, tanto che Coldiretti Puglia non usa mezzi termini e denuncia: «Il mondo della produzione agroalimentare è sotto attacco perché rappresenta, se opportunamente valorizzato, il motore di uno sviluppo diffuso per l’intera regione che nel 2022 ha raggiunto, nonostante le minacce del clima e della siccità, il valore di oltre 3 miliardi di euro di produzione lorda vendibile e oltre 5 miliardi di valore dell’agroalimentare»

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Scritto da: redazione

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