A un anno dalla diffusione della peronospora, il fungo che ha falcidiato le vigne, le imprese agricole abruzzesi non hanno ancora ricevuto un euro. Così, i sindaci di 45 Comuni coinvolti dalla calamità hanno scritto una lettera alla Regione Abruzzo e al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Chiedono di fare presto: a rischio c’è la tenuta economica di 15mila aziende.
Nella regione il fungo della vite aveva colpito duro, tanto che i cali produttivi registrati con la vendemmia 2023 hanno raggiunto punte del 70%. «Esprimiamo forte preoccupazione per la tenuta sociale e civile delle nostre comunità – scrivono i sindaci – i danni della peronospora rischiano di gettare nel lastrico migliaia di aziende vitivinicole che rappresentano nei nostri territori fonte prevalente, ed in alcuni casi esclusiva, di reddito per imprenditori e dipendenti». Il disappunto dei primi cittadini è tutto per la gestione dei fondi a sostegno dell’emergenza, di fatto mai arrivati a destinazione. Di quanto previsto dal decreto del 24 gennaio 2024 per l’emergenza peronospora in Abruzzo, denunciano, «nulla si è concretizzato dei sostegni previsti»: non gli aiuti a fondo perduto fino all’80% dei danni accertati; non i prestiti agevolati ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per l’anno successivo; non la sospensione dei mutui; e nemmeno, infine, gli sgravi previdenziali del 50% per tre anni. La Regione, invece, ha stanziato 5 milioni di euro, altri 7,5 saranno stanziati ma solo se ci saranno nuove entrate.
«Chiediamo date e scadenze certe perché gli agricoltori non ce la fanno più – ha detto Angelo Radica, sindaco di Tollo in provincia di Chieti e presidente dell’associazione nazionale Città del vino – a Tollo su 1.400 famiglie oltre 800 campano di viticoltura: se non hanno soldi come fanno a onorare gli impegni con i mutui? Come fanno a fare la spesa? A portare i bambini a scuola? Abbiamo paura che nel nostro territorio possano succedere cose molto gravi. Chiediamo al Governo e alla Regione Abruzzo tempi certi e immediati». La questione è che le perdite denunciate sono di molto superiori ai fondi stanziati: «Il governo – ricorda radica – ha un fondo di 17 milioni, il danno stimato in Abruzzo si avvicina ai 200. Oltre a noi ci sono altre sette regioni in questa situazione, il danno stimato totale è di un miliardo. Chiediamo almeno una parola di verità, così gli agricoltori sanno come comportarsi».
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