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Idoli – Fino all’ultima corsa: recensione 2K

today28 Luglio 2026 4

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Anche se solo in Full HD, questa edizione ha i numeri per divertire dal punto di vista tecnico

Ambientato nel paddock della Moto2, Idoli – Fino all’ultima corsa segue Edu, giovane pilota dal talento evidente ma incapace di controllare il proprio carattere. L’unica occasione per rilanciare la carriera passa attraverso il padre Antonio, ex campione tormentato da un incidente che ha segnato per sempre la sua vita. A complicare il percorso arriva Luna, tatuatrice di cui Edu si innamora, destinata a incrinare un equilibrio già molto fragile.

Le premesse lasciano immaginare un dramma sportivo capace di andare oltre le gare, ma il film preferisce affidarsi a situazioni già viste. Il rapporto tra padre e figlio procede senza veri scarti, i passaggi più importanti arrivano con largo anticipo rispetto alle aspettative e perfino la componente sentimentale sembra inserita per rispettare una formula ormai consolidata.

Velocità in cerca di spessore

Mat Whitecross punta soprattutto sull’impatto visivo. Le sequenze in pista hanno energia e trasmettono bene la velocità, ma faticano a creare un reale coinvolgimento. Il montaggio accelera quasi sempre, la colonna sonora accompagna ogni momento chiave e ai personaggi resta poco spazio per crescere.

In tal senso il cast fa il possibile, a partire dal bravo Santamaria, con una sceneggiatura che concede pochi margini. Assieme a Óscar Casas sostengono il film con convinzione, ma non riescono a dare spessore a figure costruite in modo schematico. Idoli – Fino all’ultima corsa scorre senza particolari inciampi, ma una volta conclusa la corsa non sono poi molte le immagini destinate a rimanere. Qui la recensione estesa di Elisa Giudici.

Idoli - Fino all

Girato nativo digitale a imprecisata risoluzione (Arri Alexa 35), formato 2.40:1 (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-50 doppio strato. Materiale di eccellente qualità, master che ha dato la possibilità di un encoding di eccellente livello, con risalto particolari in secondo piano, ricchezza colori, neri di livello. Quadro visivo che non teme schermi di grandi dimensioni, al netto dei soli 2K.

Spettacolo che prosegue con un buon DTS-HD Master Audio 5.1 italiano, che anche se 16 bit ha diverso materiale da offrire tra fronte anteriore e posteriore, restituendo una scena accattivante a partire dalle sequenze in pista. Rombo dei motori sostenuto dal subwoofer e un ascolto che merita di accendere l’impianto Home Theater. In seconda scelta c’è la DTS-HD MA 2.0 canali.

Purtroppo nessun extra.



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Scritto da: redazione

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