C’è un vento che a Trieste non si
limita a soffiare, ma è racconto di storia e identità. E fino a
domani darà vita a un’esperienza di arte pubblica e
partecipazione collettiva. E’ stato allestito in piazza Unità
d’Italia a Trieste il giardino delle girandole di BoraMata,
evento dell’estate cittadina giunto alla sua 11/a edizione.
Anche quest’anno centinaia di girandole colorate stanno
animando il cuore della città, dando vita a uno spettacolo
sempre diverso, mosso dalla Bora, e attirando curiosi e turisti
che si fermano a scattare foto. Novità di questa edizione, le
basi in pietra su cui poggiano i bastoncini, realizzate con
ciottoli recuperati dai terreni agricoli del Friuli. Rocce nate
tra le montagne e giunte fino a valle e che per secoli hanno
contribuito alla costruzione di case, mura e borghi del
territorio. “Oggi queste pietre sostengono le girandole di
BoraMata – spiegano i promotori – e, a cinquant’anni dal
terremoto del 1976, assumono un forte valore simbolico:
rappresentano il legame tra il mare di Trieste e le montagne del
Friuli, diventando un segno di continuità, memoria e rinascita”.
BoraMata propone anche un programma di iniziative collaterali
al Borarium di Opicina, nuovo spazio del progetto Museo della
Bora, con mostre e laboratori. Boramata 2026 è promossa e
organizzata da Ies Trieste Lifestyle e Prandicom con il sostegno
della Regione Friuli Venezia Giulia e Io Sono Fvg, mentre il
Museo della Bora firma il progetto creativo della
manifestazione.
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