Le difficoltà con le lingue
straniere rallentano la produttività e la crescita professionale
all’interno delle aziende italiane. Una ricerca condotta da
DeepL e YouGov rivela che il 36% dei professionisti del Paese
non interviene durante le riunioni internazionali a causa della
limitata fiducia nelle proprie competenze linguistiche. Il
fenomeno si traduce in un impatto operativo diretto e in
inefficienze quotidiane. Il 41% dei lavoratori italiani dichiara
che tali ostacoli compromettono il proprio rendimento
lavorativo, individuando nella comprensione dei documenti in
lingua straniera una delle principali criticità. Le
ripercussioni si estendono alle prospettive di sviluppo
professionale a lungo termine, giudicate ostacolate dai limiti
linguistici secondo il 63% del campione analizzato. Il settore
aziendale guarda all’intelligenza artificiale per superare
questo divario comunicativo e ripristinare l’operatività. Il 59%
degli intervistati ritiene che l’impiego di tecnologie di
traduzione vocale in tempo reale favorirebbe una partecipazione
attiva e sicura ai tavoli internazionali. Per la ricerca,
l’efficacia delle soluzioni basate su IA è già misurabile sul
mercato italiano. Tra gli attuali utilizzatori, il 46% segnala
un netto miglioramento nella comunicazione interna, mentre il
15% associa la tecnologia a una maggiore facilità di espansione
verso nuovi mercati esteri. Permangono tuttavia delle resistenze
strutturali, legate principalmente alla scarsa familiarità con i
nuovi strumenti digitali (35%) e alla mancanza di preparazione
(31%). I lavoratori indicano la necessità di superare questi
limiti attraverso investimenti mirati, richiedendo alle
organizzazioni formazione dedicata (35%), tecnologie
verificabili (30%) e policy di governance chiare (30%).
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