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Marinella Senatore con la sua ‘arte partecipativa’ Artista 2026 alla Gnamc – Arte

today27 Aprile 2026 16

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(di Laura Valentini)
E’ Marinella Senatore l'”Artista alla
Gnamc” per il 2026, prima donna a essere indicata come
protagonista dell’arte contemporanea italiana nell’ambito
dell’iniziativa promossa dalla direttrice della Galleria
Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Renata Cristina
Mazzantini. Dopo Emilio Isgro’ e Mario Ceroli sarà l’artista
multidisciplinare, nata a Cava de’ Tirreni ma proiettatata su un
palcoscenico globale quale una delle voci più autorevoli
dell’arte partecipativa, a essere ‘Artista dell’anno’ programma
ispirato alla prassi di visiting artist di grandi istituzioni
internazionali e messo in atto dal museo con la formula “un
anno, un artista, una sala”. “Per realizzare la mostra , che
sarà arricchita da laboratori e incontri aperti al pubblico, ma
che potrà ospitare anche interventi successivi dell’artista in
una sorta di workshop progressivo, Senatore- afferma Mazzantini
– ha realizzato opere che rimarranno nella collezione del museo
e di questo la ringrazio visto che regalare opere al museo
equivale a regalarle ai cittadini” così come è un dono il neon
luminoso ‘Remember The First Time You Saw Your Name’ (2020) che
idealmente accoglie i visitatori prima della sala dell’Artista
dell’anno. Qui il nucleo centrale sono i quattro arazzi
monumentali inediti, ‘The Theatre of Commons’, realizzati
materialmente dalla Chanakya School of Craft di Mumbai.

   
” Io sono un’artista multidisciplinare, realizzo performance di
strada, collage, lavori con la luce e le luminarie però il
tessile – racconta Senatore – è sempre stato una parte
importante del mio lavoro, nei primi anni molto incentrato sul
banner prendendo a prestito la tradizione dei gonfaloni; poco a
poco il sistema anche produttivo di questi banner è diventato
sempre più vicino al ricamo tanto da diventare un vero e proprio
arazzo. Allora ho creato sartorie sociali con donne vittime di
violenza o rifugiati, facevo in modo che professionisti di una
comunità insegnassero un lavoro ai più svantaggiati, poi c’è
stato l’incontro con la Chanakya School di Mumbai e la
possibilità di estendere alle donne la capacità di fare i
ricami, che in India è un fatto maschile. Così si insegna un
mestiere a più di 1000 donne ogni anno e sappiamo benissimo che
un lavoro significa economia e emancipazione: ecco – prosegue
l’artista – io sposo appieno questa filosofia, con loro ho
incontrato la situazione perfetta perché per me il modo in cui
produco arte è altrettanto importante di quello che espongo”.

   
Non solo. Dal 2012, con la sua School of Narrative Dance,
Senatore ha coinvolto oltre 8 milioni di persone in più di 23
paesi, sviluppando una pratica in cui la partecipazione è
strutturale: nei workshop il corpo – attraverso il movimento, la
voce, la presenza – si configura infatti come strumento
cognitivo. Il riflesso di questa pratica è in parte delle opere
esposte a Roma, circa 40, che riempiono la sala dedicata
all’Artista dell’anno. La serie di 32 disegni ‘It’s Time to Go
Back to the Street’ traduce in immagini il mindful movement ma
anche tante altre tematiche com la volontà di avere voce,
condividere un obiettivo e manifestare, mentre i due collage
inediti ‘The Creation of a Context’ (foglia oro, collage,
tecnica mista su tavola) intrecciano parola e immagine. “Il
lavoro lo fanno le persone – spiega – come artista io intercetto
l’energia”. Elemento di novità nella visione di Senatore è la
comparsa del paesaggio che lei intende “quale testimonianza
stratificata della comunità”. Perché più di tutto nelle sue
opere, spiega, “c’è la riflessione sull’appartenenza: la grande
crisi di oggi è legata al pensare la comunità. Con questo tipo
di arte creo un contesto in cui le persone possono partecipare”.

   
Provare per credere agli incontri pubblici che prendono il via
il 28 aprile con studentesse e studenti dell’Accademia di Belle
Arti di Roma, “un istituto statale dove anch’io ho studiato e
con cui ho voluto iniziare” spiega. L’iniziativa Artista alla
GnamC è sostenuta da Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel,
Fondazione Roma, Gruppo Fs, Intesa Sanpaolo, Maire, Webuild,
sponsor istituzionali del museo: in particolare la produzione
degli arazzi nella scuola di artigianato di Mumbai è stata
sostenuta da queste aziende “con paghe eque” ha
precisatol’artista.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



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Scritto da: redazione

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