La Sardegna si prepara alla 30/a
edizione di Monumenti Aperti che, dopo l’anteprima di Cagliari,
chiusa con il record storico di 120.156 visite, entra nel vivo
con un programma diffuso su tutto il territorio regionale e
nazionale.
L’edizione 2026 coinvolgerà 60 Comuni dell’Isola, da nord a
sud, con oltre 600 monumenti visitabili e più di 50 itinerari
culturali, resi accessibili grazie al contributo di circa 15mila
volontari. Un patrimonio diffuso che sarà raccontato attraverso
chiese, siti archeologici, musei e luoghi simbolo della storia e
dell’identità sarda. Il calendario regionale si concentrerà
soprattutto nel mese di maggio, per poi riprendere in autunno,
in particolare nei comuni interessati dalle elezioni
amministrative di giugno. A maggio partirà anche il programma
nazionale, che avrà il suo picco tra ottobre e novembre.
Tra le new entry Buddusò e Ulassai, mentre tornano nel
circuito centri come Ales, Marrubiu, Monastir, Narcao, Nuoro,
Sant’Anna Arresi, Teulada e Usini. Tra i siti di maggiore
richiamo l’area archeologica di Loelle a Buddusò, la Stazione
dell’Arte a Ulassai, il santuario prenuragico di Monte d’Accoddi
a Sassari, la Cattedrale di Santa Chiara a Iglesias e il Museo
Salvatore Fancello a Dorgali.
Il programma prenderà il via nel primo weekend di maggio con
Sassari, Sanluri e Lunamatrona. Il 9 e 10 maggio sarà la volta
di numerosi centri tra cui Oristano, Porto Torres, Dorgali e
Villasimius. Nei fine settimana successivi sono previsti
appuntamenti diffusi in tutta l’Isola, da Alghero a
Sant’Antioco, da Bosa a Carbonia, fino a Cagliari e hinterland.
Dopo la pausa estiva, la manifestazione riprenderà a ottobre
con tappe in tutta la Sardegna, tra cui Quartu Sant’Elena,
Ozieri e Tortolì, per poi concludersi tra fine ottobre e inizio
novembre con Nuoro. Accanto alle aperture dei monumenti,
l’edizione 2026 prevede anche progetti speciali, tra cui
iniziative dedicate all’architettura rurale realizzate in
collaborazione con la Regione Sardegna nell’ambito del Pnrr, con
interventi su chiese campestri, mulini e strutture
agro-pastorali.
La manifestazione, coordinata da Imago Mundi OdV, conferma
anche la dimensione nazionale, con eventi in tutte le regioni
italiane e una chiusura prevista tra novembre e dicembre.
Dal 1997 a oggi, la manifestazione ha registrato oltre 4,2
milioni di visite guidate, coinvolgendo più di 175mila studenti
e 63mila volontari e raccontando oltre 2.800 monumenti in 210
comuni tra Sardegna e altre 18 regioni.
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