(di Claudia Clemente)
Il cibo e le abitudini
culinarie degli abitanti dell’antica Ercolano, distrutta insieme
a Pompei dall’eruzione del 79 d.C., raccontano uno spaccato
della vita quotidiana dell’epoca romana. Al Parco archeologico
l’itinerario tematico ‘I luoghi del cibo a Ercolano’ accompagna
i visitatori in un’esperienza immersiva e coinvolgente che
intreccia archeologia, storia e vita quotidiana, per raccontare
non solo cosa mangiavano gli antichi abitanti, ma anche dove
acquistavano, preparavano e consumavano il cibo.
Turisti e visitatori, guidati da guide esperte, accedono ai
Thermopolia ovvero botteghe con orci in terracotta incassati nel
bancone contenenti legumi, cereali e alla taberna, una tavola
calda ante litteram preferita per lo più dai meno abbienti o dai
lavoratori per un pasto frugale e veloce, ma anche al locale
adibito alla vendita di vino ‘ad cucumas’ dove l’insegna
raffigura quattro brocche di diversi colori, ognuna con relativo
prezzo.
Lo studio dei trecento scheletri di fuggiaschi che non
riuscirono a mettersi in salvo ha restituito importanti
informazioni sulla dieta che includeva pesce, frutti di mare,
legumi, fichi e noci, olive e cereali ma anche zuccheri: lo
testimoniano le carie sui denti mentre le abrasioni sarebbero da
ricondurre al consumo di pane fatto con farina macinata nella
pietra lavica. Nel cardo V, un forno di proprietà di Sextus
Patulcius Felix ne mostra l’intero ciclo produttivo: dalla
macinatura alla cottura e alla vendita.
Nell’epoca romana il cibo era scandito da tre fasi:
ientaculum (la prima colazione) a base di latte di capra o acqua
aromatizzata o pane intinto in vino, il prandium (pranzo)
consistente in zuppe di legumi, cereali, pesce e consumato nella
taberna, la gustatio (cena) un vero e proprio banchetto
accompagnato da musiche che veniva consumata sul triclinium con
olive e frutta secca e poi piatto principale con carne, tortine
con acciughe, datteri e fichi come dessert. Sui tavoli, spesso
vi era la larva convivialis, un piccolo scheletro in bronzo che
invitava a godere il momento conviviale. Per eleganza spicca la
Casa dei Cervi con un giardino che affacciava sul mare, racconta
l’otium e il cibo dei ricchi dove un triclinium all’aperto
unisce architettura e paesaggio.
L’excursus al Parco di Ercolano si intreccia con la mostra
‘Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della
tavola a Ercolano’ allestita nella settecentesca Villa
Campolieto. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Ente
Ville Vesuviane, amplia il racconto con reperti organici
straordinariamente conservati.
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