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Dallo street food ai banchetti, ecco il cibo nell’antica Ercolano – Gusto

today21 Marzo 2026 19

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Il cibo e le abitudini culinarie degli abitanti dell’antica Ercolano, distrutta insieme a Pompei dall’eruzione del 79 d.C., raccontano uno spaccato della vita quotidiana dell’epoca romana. Al Parco archeologico l’itinerario tematico ‘I luoghi del cibo a Ercolano’ accompagna i visitatori in un’esperienza immersiva e coinvolgente che intreccia archeologia, storia e vita quotidiana, per raccontare non solo cosa mangiavano gli antichi abitanti, ma anche dove acquistavano, preparavano e consumavano il cibo.
    Turisti e visitatori, guidati da guide esperte, accedono ai Thermopolia ovvero botteghe con orci in terracotta incassati nel bancone contenenti legumi, cereali e alla taberna, una tavola calda ante litteram preferita per lo più dai meno abbienti o dai lavoratori per un pasto frugale e veloce, ma anche al locale adibito alla vendita di vino ‘ad cucumas’ dove l’insegna raffigura quattro brocche di diversi colori, ognuna con relativo prezzo.
    Lo studio dei trecento scheletri di fuggiaschi che non riuscirono a mettersi in salvo ha restituito importanti informazioni sulla dieta che includeva pesce, frutti di mare, legumi, fichi e noci, olive e cereali ma anche zuccheri: lo testimoniano le carie sui denti mentre le abrasioni sarebbero da ricondurre al consumo di pane fatto con farina macinata nella pietra lavica. Nel cardo V, un forno di proprietà di Sextus Patulcius Felix ne mostra l’intero ciclo produttivo: dalla macinatura alla cottura e alla vendita.
    Nell’epoca romana il cibo era scandito da tre fasi: ientaculum (la prima colazione) a base di latte di capra o acqua aromatizzata o pane intinto in vino, il prandium (pranzo) consistente in zuppe di legumi, cereali, pesce e consumato nella taberna, la gustatio (cena) un vero e proprio banchetto accompagnato da musiche che veniva consumata sul triclinium con olive e frutta secca e poi piatto principale con carne, tortine con acciughe, datteri e fichi come dessert. Sui tavoli, spesso vi era la larva convivialis, un piccolo scheletro in bronzo che invitava a godere il momento conviviale. Per eleganza spicca la Casa dei Cervi con un giardino che affacciava sul mare, racconta l’otium e il cibo dei ricchi dove un triclinium all’aperto unisce architettura e paesaggio.
    L’excursus al Parco di Ercolano si intreccia con la mostra ‘Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano’ allestita nella settecentesca Villa Campolieto. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane, amplia il racconto con reperti organici straordinariamente conservati. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



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Scritto da: redazione

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