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La satira politica sui carri di Viareggio, ma i leader italiani fuori scena – Itinerari

today10 Febbraio 2026 36

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(di Amalia Angotti)
Al Carnevale di Viareggio la satira
politica, già tornata in scena nel 2025 dopo qualche anno di
assenza, è protagonista sui carri allegorici in cartapesta che
sfilano sul lungomare nei sei Corsi Mascherati dell’edizione
2026. Si ride dei grandi del mondo, dei sistemi che
scricchiolano, ma i volti noti della politica italiana sembrano
essersi volatilizzati, come se fossero diventati intoccabili, o
forse irrilevanti. Il Carnevale, irriverente e ironico, che
storicamente ha trasformato presidenti del Consiglio e leader di
partito in maschere di cartapesta oggi li lascia fuori. Tornano
alla mente le parole di Giulio Andreotti, il politico più
‘caricaturato’, bersaglio fisso della satira dei maestri della
cartapesta, quando diceva che “un politico non vale niente se
non è raffigurato sui carri di Viareggio”.

   
Il cuore creativo è la Cittadella, dove ha sede la
Fondazione Carnevale di Viareggio che dal 1987 organizza
l’evento.Un ‘unicum’ dove i carri nascono, crescono e riposano
tra una sfilata e l’altra. Dall’idea iniziale ai Corsi
Mascherati passano almeno sei mesi e i temi scelti devono saper
resistere al tempo.
“Il Gran Casino del mondo” di Lebigre-Roger mette attorno a
un tavolo da gioco Trump, Xi Jinping, Putin e Ursula von der
Leyen, mentre il Diavolo, seduto su un trono di macerie, fa da
croupier: si gioca alla guerra e si scommette sul caos. “La
politica interna oggi non conta quanto quella internazionale che
ha riflessi su tutto. La situazione attuale mondiale è quella
che tocca le coscienze, il Carnevale ha un linguaggio
universale”, spiega Benjamin Lebigre, figlio d’arte, che dopo la
morte del padre continua l’attività con la mamma e due fratelli.

   
Virale il carro di Fabrizio e Valentina Galli, “Native
American Return”, con un grande Azteco che fa lo scalpo a Trump
togliendogli il parrucchino: milioni di visualizzazioni sui
social confermano, secondo i costruttori, la forza della satira
viareggina. Alessandro Avanzini prende di mira Ursula von der
Leyen con “La gallina dalle uova d’oro”, critica all’aumento
delle spese militari legate al piano “ReArm Europe”. “Oggi la
classe dirigente italiana conta davvero poco: Trump fa il giro
del mondo, Meloni no. La politica italiana ha rilevanza solo per
noi, sulla politica estera contiamo davvero poco. I politici di
oggi sono figure tristi. C’è molta più voglia di parlare di
temi sociali, di genere, non è disimpegno, ma la ricerca di temi
che appartengono alle corde di chi realizza il carro, alla sua
sensibilità” spiega Avanzini che l’anno scorso aveva preso di
mira Giorgia Meloni.
Accanto alla satira, il Carnevale mantiene una forte
attenzione alle famiglie: dal 2019 la Fondazione Ferrero è
partner della manifestazione con lo stand Kinder, che durante i
sei corsi propone la tradizionale pentolaccia e organizza
attività dedicate ai più piccoli.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



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Scritto da: redazione

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