(di Agnese Ferrara)
Riti, tradizioni, feste, dialetti,
prodotti locali, manifestazioni, infiorate e cortei storici
censiti per la prima volta in un unico progetto. Presentato oggi
alla Camera lo stato di attuazione del primo censimento del
‘patrimonio culturale immateriale’ dedicato alla raccolta di ciò
che rappresenta le nostre radici per preservarle, valorizzarle e
non perderne traccia. Il progetto è promosso da Unpli, Unione
nazionale Pro Loco d’Italia, in collaborazione con Anci,
Associazione nazionale comuni Italiani e con l’Istituto centrale
per il patrimonio immateriale, sotto la supervisione del
ministero della Cultura, ed include la realizzazione di una
piattaforma digitale, radiciculturali.it, dedicata alla
mappatura di tutto ciò che rientra nel patrimonio culturale
immateriale.
Le iniziative sono approvate da esperti con metodo
scientifico e il portale ad oggi include oltre 30mila elementi
validati, mentre sono in fase di approvazione altre 12mila
schede. Il lavoro coinvolge circa 3.000 musei ed ecomusei ed ha
il contributo attivo di oltre 2.600 esperti, studiosi e
volontari. Sono state create 6 reti tematiche e inclusi oltre 5
mila contenuti multimediali.
“Stiamo realizzando una piattaforma di mappatura ricca di
vita, di storia e di identità – ha spiegato Antonino La Spina,
presidente Unpli -. Col contributo di tutti i soggetti coinvolti
stiamo realizzando le basi per poter creare sì una vetrina, ma
anche un’opera di grande rilievo perché custodisce,
digitalizzandolo, il nostro immenso patrimonio culturale tra i
più fragili. Un bene che spesso si basa su ricordi ed esperienze
di persone anche molto anziane o che non ci sono più e che
l’hanno custodito. Il censimento evita di perderne memoria,
facendogli anche acquisire nuovo valore per le comunità
diventando un volano anche per il turismo. Il censimento
prosegue, non avrà mai fine perché si tratta di un patrimonio
che si trasmette e si arricchisce sempre”.
“Il progetto contribuisce a mettere al centro i Comuni e le
comunità locali, custodi del patrimonio diffuso italiano, e che
nasce grazie a un emendamento del Parlamento che ha reso
possibile il contributo diretto di tutti i territori – ha
spiegato Roberto Pella, vice residente Anci, in collegamento
video da Bruxelles -. I Comuni e le Pro Loco diventano così
protagonisti attivi di un lavoro di conoscenza, tutela e
valorizzazione che rafforza il legame tra istituzioni, identità
locali e sviluppo dei territori. Questo evento assume un
significato ancora più profondo perché si colloca nella stessa
settimana in cui l’Unesco ha riconosciuto, per la prima volta al
mondo, la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale
dell’umanità”.
“L’Italia è da sempre custode di tradizioni popolari,
linguaggi, saperi, manifestazioni musicali e artistiche che il
tempo non ha mai scalfito, tramandati di generazione in
generazione. Una grande ricchezza, radicata nelle conoscenze,
nelle pratiche e nei gesti quotidiani che conferisce coesione e
senso di appartenenza alle nostre comunità – ha sottolineato il
presidente della Camera Lorenzo Fontana in un messaggio video
mentre, la ministra per il Turismo Daniela Santanchè,
intervenendo in collegamento video, ha sottolineato il valore
del patrimonio culturale ‘immateriale’ come risorsa per il
turismo. “Il progetto contribuisce in maniera importante non
solo a promuovere l’Italia dei borghi, ma anche alla
destagionalizzazione della nostra offerta turistica – ha detto
Santanchè. – Ed infatti già nel biennio 2024-2025 è evidente la
crescita di presenze turistiche nei mesi meno affollati, ‘a
spalla’. Una crescita che è direttamente collegata con la grande
ricchezza di tradizioni in cui entrano in gioco le pro loco,
come custodi di questa eredità. Soggetti che hanno un ruolo
centrale per mantenere vive le tradizioni e trasmetterle alle
nuove generazioni”.
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