Per anni, i fan Marvel hanno discusso animatamente sul percorso del personaggio di Wanda Maximoff in Doctor Strange in the Multiverse of Madness. Molti hanno sostenuto che lo sceneggiatore Michael Waldron avesse deciso la svolta oscura della Scarlet Witch senza aver mai visto la serie WandaVision.
Le voci sono diventate ancora più insistenti dopo un’intervista di Elizabeth Olsen a Vanity Fair, in cui l’attrice suggeriva che i creatori del film non avessero ancora completato la visione della serie al momento della scrittura. Tuttavia, Waldron ha finalmente chiarito la situazione in un recente AMA su Reddit, spiegando che le accuse non corrispondono alla realtà.
WandaVision, uscita nel 2021, aveva segnato un punto di svolta per Wanda, mostrando la sua evoluzione da eroina a Scarlet Witch, con un finale piuttosto inquietante. Wanda si immerge nel potere oscuro del Darkhold, prefigurando la sua futura corruzione. Quando la ritroviamo in Doctor Strange 2, Wanda è ormai completamente influenzata dal libro e intraprende un viaggio attraverso il Multiverso per trovare versioni reali dei suoi figli. Questa trasformazione radicale ha diviso il pubblico, con molti fan che hanno espresso critiche sulla coerenza narrativa del personaggio.
Le critiche erano parzialmente basate sul commento di Elizabeth Olsen, che definiva l’arco narrativo di Wanda “ripetitivo” e sosteneva che gli sceneggiatori non avessero visto WandaVision perché non era ancora finita. Waldron ha precisato di aver seguito la serie dall’inizio alla fine e di averlo fatto con attenzione.
In particolare, Waldron ha spiegato che il bisogno di controllo di Doctor Strange e quello di Wanda si riflettono l’uno nell’altro. “Mi interessava mostrare come due personaggi potenti affrontano la propria solitudine e il desiderio di dominio”, ha detto, aggiungendo che la battuta finale di Strange a Wong, secondo cui salvare il mondo non garantisce la felicità, racchiude perfettamente il tema centrale del film. Questa riflessione sui personaggi non si limita solo alla trama, ma permea anche le loro azioni e scelte durante l’intero arco narrativo.
Lo sceneggiatore ha voluto anche condividere alcuni retroscena del lavoro sul film. Ha parlato con entusiasmo della collaborazione con Benedict Cumberbatch e il regista Sam Raimi, ricordando momenti iconici come la “battaglia musicale”, ideata da Sam Raimi e dal suo team di artisti di storyboard, e l’idea del Doctor Strange zombificato, sviluppata insieme al produttore Richie Palmer. “È stato il miglior colpo di genio della mia carriera”, ha detto Waldron. Inoltre, ha elogiato il contributo di Rachel McAdams e la performance di Cumberbatch nel doppio ruolo, definendo alcune scene come tra le più emozionanti dell’intero film.
Waldron ha anche spiegato come la produzione sia stata caratterizzata da riscritture in corso d’opera, un processo comune nei film Marvel, che spesso devono adattarsi a più serie e film in parallelo. Questo spiega perché alcune dichiarazioni pubbliche, come quella di Olsen, possano aver creato confusione sui tempi della produzione e sulla conoscenza del materiale pregresso da parte degli sceneggiatori.
Dopo l’esperienza con Loki e Doctor Strange (le 5 cose peggiori che Doctor Strange ha fatto con la magia: le vedremo nei film Marvel?) in the Multiverse of Madness, Waldron si sta ora concentrando su nuovi progetti Marvel, collaborando con Stephen McFeely per le sceneggiature di Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars. Il suo lavoro dimostra come sia possibile rispettare la coerenza dei personaggi pur introducendo elementi nuovi e audaci, mantenendo il pubblico coinvolto e sorpreso.
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