Il finale di Tron: Legacy ci aveva lasciato in bilico tra la realtà e il mondo della rete, con le due dimensioni pronte a comunicare e scambiarsi informazioni. Un salto, letteralmente che riusciamo finalmente a fare con Tron: Ares. Ma come si conclude il terzo film del franchise? Scopriamolo insieme.
Intanto, l’Ares di Jared Leto è una intelligenza artificiale alla ricerca del Permanence Code creato da Kevin Flynn, il programma in grado di consentire ai programmi di saltare nella realtà. Nella sua ricerca, Ares entra in una versione vintage della rete di Trone per trovare Flynn, ma inevitabilmente trova degli ostacoli lungo il suo cammino, prima Athena e poi Julian Dillinger, entrambi sconfitti grazie al codice di Flynn e un virus. Ora, ad Ares, non resta che intraprendere il suo viaggio di scoperta. Se il finale ci mostra Ares in sella ad una Ducati, sulla falsariga della conclusione di Legacy, il sequel introduce anche un ribaltamento della questione.
Jared Leto si dirige infatti alla ricerca di Quorra e Sam Flynn, ma il tema centrale del film e della sua conclusione è che anche i programmi vivono il desiderio di scoprire la realtà fisica. Mentre nel titolo precedente era Sam a vivere il sogno di suo padre di entrare nella rete, ora è l’AI che non vede l’ora di far parte del nostro mondo. Se volete saperne di più, ecco come ha reagito la critica a Tron: Ares.
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