Quella di Frankenstein è la storia perfetta per indagare su alcuni degli anfratti più oscuri della natura umana, soprattutto contestualizzandola nel tempo in cui si vive. In tanti, ad esempio, hanno già cominciato a ipotizzare che il film di Guillermo Del Toro sia in realtà un’enorme allegoria sull’Intelligenza Artificiale.
Un’ipotesi che, in realtà, Del Toro stesso ha smentito fermamente: il regista de La Forma dell’Acqua, durante un’intervista rilasciata poco prima della trionfale accoglienza riservata a Frankenstein a Venezia, ha infatti spiegato di non aver mai pensato di intendere il suo nuovo lavoro come un modo per parlare della questione che tiene banco da un po’ di tempo a questa parte.
“Non è da intendere come una metafora per quello. Ovviamente noi viviamo in tempi terrificanti e intimidatori. E non c’è sfida più urgente che quella di continuare a essere capaci, in questi tempi in cui tutto viene polarizzato, capaci di comprendere la nostra umanità. Il film prova a mostrarci dei personaggi imperfetti e a spiegarci il diritto che abbiamo di continuare a provare a comprenderci gli uni con gli altri anche nelle circostanze più opprimenti” sono state le sue parole. Vedremo, ovviamente, se tanto basterà a mettere in chiaro gli intenti del regista!
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