Esistono precisi limiti di Legge per tutte queste voci. Esaminati 12 marchi noti di arborio, ecco cosa viene fuori. Con replica dei produttori
di FoodCulture
Il riso è fra i prodotti più diffusi al mondo, l’Italia è fra i maggiori produttori (Shutterstock)
Riso. Due terzi del pianeta lo mettono al centro della loro alimentazione, e in Italia siamo i principali produttori di questo cereale in ambito europeo. Il 60% del riso Ue viene da qui, un mercato da 675 milioni di euro l’anno con una produzione media di 450.000 tonnellate. Spesso presentato come la versione più leggera e sana del pane, l’alterntiva light, il riso è stato messo al centro di una serie di nuovi test di sicurezza alimentare. Quanto è sicuro e privo di residui tossici e metalli pesanti il riso che arriva nel nostro carrello della spesa e da lì alle nostre tavole? Di seguito l’esito delle ultime analisi di laboratorio.
Perché tutto questo arsenico
A svolgere i test di sicurezza alimentare su 12 marchi di riso è stato il team del Salvegente, la rivista leader dei test contro le truffe ai consumatori. ll quadro che ne esce fuori, risultati dei test in mano, è pieno di chiaroscuri. Specie sul residuo di arsenico e di cadmio fra i 0,12 e lo 0,14 mg/kg, quando il limite massimo consentito dalla Legge in Italia è di 0.15 mg per chilo. E’ una percentuale che fa riflettere, e sulla quale è peraltro arrivata al Salvagente la replica di alcune aziende. Detto che l’arsenico inorganico è classificato come cancerogeno sicuro dall’Oms e che in almeno un caso, il Carosio della Lidl supera di poco i limiti di Legge. Quanto al cadmio, nel caso del riso Vignola Bio è pure quello al di sopra dei limiti. Ma bisogna fare su questo ulteriori approfondimenti. La contaminazione da arsenico può essere dovuta alla morfologia dei terreni di coltura del riso, quella da cadmio può essere dovuta ai fertilizzanti usati.
Le varietà diverse da quelle dichiarate e le micotossine
Secondo il Decreto legislativo 131 del 2017 (qui il testo), in Italia chicchi di una specie diversa da quella dichiarata in etichetta o confezione devono stare entro il 5% del totale. Questi gli altri limiti di Legge: grani rotti: 5%;grani danneggiati da calore: 0,05%; arsenico inorganico: 0,15 mg/kg; cadmio: 0,15 mg/kg; Captan fungicida: 0,07 mg/kg. Di questo fitochimico sono state trovate tracce in diversi campioni ma entro i livelli di legge. Altre criticità: il Riso Gallo ha chicchi di altra origine per oltre il 6% del totale, un lotto di Curtiriso analizzato ha mostrato grani danneggiati per lo 0,05%, al limite massimo consentito. Escluse tutte le micotossine, le altre buone notizie vengono dal fatto che il riso è sempre l’arborio, un’ottima qualità, come dichiarato in etichetta, e che nella maggior parte dei casi la qualità è molto buona e passa i test con esito positivo. Per i dettagli di tutti i test, e le repliche delle aziende produttrici ai risultati, ci si può collegare al sito ufficiale del Salvagente.
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