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Morto Spurlock, l’uomo che svelò i disastri del fast food

today27 Maggio 2024 6

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Nel 2004 il suo Super Size Me, in cui per un mese mangiava solo cibo di McDonald’s con tutte le conseguenze a seguire, fu un boato. Una vita controversa

di FoodCulture
  

Morgan Spurlock e l'esperimento a tutto fast food (dal film Super Size Me)

Morgan Spurlock e l’esperimento a tutto fast food (dal film Super Size Me)


Ora è argomento comune e polemica assicurata che tiene vivo un tema caldissimo. Cosa fa al nostro corpo, in termini di ricadute sulla salute, il cibo fast, ultraprocessato, insaporito in modo artificiale e carico di grassi e zuccheri? Ma nek 2004, quando uscì nei cinema di tutto il mondo Super Size Me, nessuno era così’ attento a questi temi. Ingurgitare fast food era considerato qualcosa di divertente, pratico, giovane, vedi alla voce puro intrattenimento. Morgan Spurlock abbatté il muro della disinformazione legato al cibo pop e usò se stesso come sperimento vivente. Il risultato è Super Size Me, il film documentario che fece sensazione e lo rese celebre. Spurlock è morto il 23 maggio 2024, aveva 53 anni. A spegnere la sua vita è stato un tumore.

Vent’anni fa il suo esperimento aprì gli occhi del mondo sul junk food (da Super Size Me)

All’inferno per un mese

Il documentario di cui Morgan Spurlock fu regista e protagonista in vesti di cavia era basato su un’idea semplice: mangiare solo fast food prediligendo in particolare quello del marchio leader mondiale del settore McDonald’s. Quindi: ciak, motore, azione e via a bere bibite gassate e frullati e buttar giù hamburger di tutte le misure, fishburger, nuggets, patatine fritte a go go e l’imperiale Big Mac. Il film seguva la sua metamorfosi man mano che l’alimentazione incideva sul suo peso e sulla salute. Risultato: dopo 30 giorni la cavia Spurlock aveva messo su 11 chili, era in depressione, aveva il fegato a pezzi, soffriva di disfunzione erettile e di un’eterna sonnolenza. Quattro settimane per distruggere la propria salute fisica e mentale. Semplicemente mangiando quello che per molti è il cibo prediletto dagli americani e da miliioni di altre persone, specie giovani e giovanissimi, in tutto il mondo. Il film fu come una scossa di terremoto, se ne parlò e scrisse ovunque, vinse il Gran premio della giuria a Cannes e sfiorò l’Oscar come candidato. Per riprendersi, a Spurlock ci vollero 14 mesi di alimentazione virtuosa. Poi è arrivato il tumore.

Il manifesto del documentario sul cibo spazzatura, diventato anch’esso iconico

La “sveglia” ai consumatori e il dietrofront di McDonald’s

I primi effetti sull’opinione pubblica dell’impresa di Morgan Spurlock furono l’avvio di un dibattito acceso su questi temi, considerando che Super Size Me arrivò sull’onda di Fahrenheit 9/11 di Michael Moore sui molti punti oscuri dell’attacco alle Torri Gemelle, e la decisione di McDonald’s di abbandonare i menu giganti, quelli appunto super size. A seguire si dedicò ad altri temi sempre con vena provocatoria, ed ecco i documentari Che fine ha fatto Bin Laden? e Come ti vendo un film, sui retroscena del business del cinema e della tv.

L’ultimo suo attacco agli inganni della grande industria alimentare è Super Size Me 2: Holy Chicken! sull’alllevamento e la produzione in larga scala di carne di pollo. Fino al 2017 aveva lavorato come produttore tv e per la CNN, per cui aveva realizzato approfondimenti su altri temi caldissimi come l’immigrazione e il commercio di armi. Poi il suo mea culpa all’esplodere del MeToo: Spurlock aveva ammesso pubblicamente di aver più volte tradito la moglie, di aver patteggiato di fronte a un’accusa di molestie sessuali da parte di una sua assistente e di essere rimasto coinvolto in un’accusa di stupro (poi mai formalizzata) ai tempi del college. La sua carriera di documentarista ne aveva sofferto. Quindi l’arrivo della malattia, che non gli ha dato scampo. 

Cibi ultraprocessati: che danni fanno a corpo e cervello. L’approfondimento qui

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Scritto da: redazione

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