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Gaming

Welcome to ParadiZe – Recensione PC

today7 Marzo 2024

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Esplora un Mondo Infestato da Zombie e Zombot nel titolo sviluppato da EKO Software

Negli ultimi anni, il “virus zombie” ha conquistato imperterrito il mondo dei videogiochi, diffondendosi come un’epidemia virale attraverso una vasta gamma di titoli e generi. 

Tra i titoli più influenti e iconici, spiccano alcuni esempi che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura videoludica: vi ricorderete sicuramente di Resident Evil, considerato uno dei pionieri del genere survival horror che ha introdotto gli zombi nel mondo dei videogiochi con il suo ambiente cupo, le atmosfere tetre e le creature mostruose.

Ma troviamo anche esempi più recenti. Uno è State of Decay 2, un gioco open world che ti mette alla guida di un gruppo di sopravvissuti in un mondo infestato dagli zombi, o Back 4 Blood, uno sparatutto cooperativo sviluppato dagli stessi creatori di Left 4 Dead in cui i giocatori devono combattere insieme contro orde di creature non-morte.

Questi e molti altri giochi hanno contribuito a definire la presenza degli zombi nel mercato videoludico, influenzando e ispirando generazioni di giocatori e sviluppatori di giochi in un mercato transmediale che ormai inserisce queste creature praticamente ovunque.

Troveremo una cura? A quanto pare no. E infatti il virus zombi continua a infettare il mercato in lungo e in largo, riportando in auge anche un’interessante fusione di generi che ci ha ricordato molto da vicino il vecchio How to Survive. Welcome to ParadiZe, sviluppato da EKO Software e distribuito da Nacon, ci conduce all’interno di un nuovo mondo post-apocalittico dove qualcosa è andato decisamente storto.

Welcome to ParadiZe – Zombie è chi lo Zombie fa! – Recensione PC

Welcome to ParadiZe – Controllo Zombie Fallito

Nel fantastico mondo di ParadiZe, sembrava che si fosse trovata la panacea di tutti i mali. È vero, l’epidemia del virus zombie aveva contagiato gran parte della popolazione, ma in qualche modo i coraggiosi sopravvissuti sono riusciti a sperimentare una tecnologia innovativa, capace di domare gli zombie che hanno invaso il pianeta.

Una volta “hackerati“, i non-morti sono diventati preziosi alleati, anche se la loro intelligenza è rimasta completamente limitata a qualche azione, o poco più. Sulla carta, questa narrazione potrebbe far morire d’invidia la maggior parte dei protagonisti di un film a tema zombie qualsiasi. Tuttavia, non tutto è idilliaco a ParadiZe.

In questo ambiente post-apocalittico pieno di pericoli e minacce, qualcosa sembra essere andato storto, e infatti i mostri hanno ricominciato a prendere il sopravvento, seminando il terrore e ricominciando a divorare ogni essere vivente che gli si pari davanti.

A noi spetta l’arduo compito di mettere le cose a posto. O, meglio ancora, ci viene affidata la responsabilità di trovare una soluzione a questo problema. Welcome to ParadiZe parte da premesse molto semplici, senza cercare chissà quale trama narrativa ricca di suspense o complotti da risolvere, puntando perciò su un ritmo molto rilassato e di facile comprensione.

Gli stessi personaggi presenti nel gioco non vantano chissà quale background; anzi, la loro presenza serve proprio a enfatizzare una linea di fondo molto lineare, che verte principalmente sul divertire il giocatore aldilà dello schermo, regalandogli una versione post-apocalittica caratterizzata da personalità molto originali e stravaganti, molto lontane da quello che potremmo immaginare (pensando anche a un The Walking Dead, per esempio).

Lo si comprende da subito durante il semplice tutorial messo a disposizione del giocatore, un piccolo insieme di regole auree necessarie non solo per assimilare il sistema dei comandi, ma anche per capire come interagire con il mondo di gioco, che a differenza dei concorrenti schiera una novità, trasformando i semplici zombie in validi compagni da utilizzare sul campo.

Welcome to ParadiZe – Zombie è chi lo Zombie fa! – Recensione PC

Welcome to ParadiZe – Survival ma non Troppo

Come accennato in precedenza, gli zombie, oltre che semplici nemici da eliminare, in Welcome to ParadiZe diventano anche validi compagni con cui affrontare le sfide messe sul campo dagli sviluppatori.

Similmente a quanto avvenne in How to Survive, il giocatore controlla il proprio personaggio nel mondo di gioco attraverso una visuale isometrica. Mentre lo esplora, si imbatte in diversi nemici da uccidere, raccogliendo nel frattempo materiali e armi da utilizzare o potenziare all’interno del proprio campo base.

Parliamo di una gestione del personaggio molto simile ai giochi hack’n’slash, tanto che oltre alle armi e armature da equipaggiare per sopravvivere, avremo anche la possibilità di modificare un albero delle abilità semplice ma efficace, suddiviso in tre aree principali: gestione degli zombot, sopravvivenza e abilità di combattimento.

Arrivati al livello trentacinque, magari completando anche qualche missione secondaria, Welcome to ParadiZe ci permette di massimizzare uno degli alberi abilità sopra menzionati. È importante sottolineare questo perché cercare di creare un “ibrido” come strategia non funziona molto bene di solito. 

Nella nostra run abbiamo provato a massimizzare le abilità degli zombot, anche se è importante notare che la vera efficacia di questa scelta si manifesta quando si impostano correttamente i parametri di personalizzazione dello zombot (discuteremo questo in un capitolo separato).

Detto ciò, il gameplay non rivoluziona in alcun modo quanto visto nei competitor, rimanendo perfettamente ancorato a meccaniche già conosciute, influenzate soltanto dalla presenza originale degli zombot, che si sono rivelati come una simpatica aggiunta alla formula. 

La loro efficacia viene determinata anche da equipaggiamenti che verranno sbloccati durante la risoluzione della campagna: a volte sbloccherete una sella per cavalcarli, altre volte li potenzierete con interessanti ventilatori che fungeranno come motoseghe, o addirittura potrete farli esplodere senza alcuna remora.

Il consiglio è quello di equipaggiarli scegliendo se migliorare la loro efficacia con armi in mischia o a distanza, sebbene noi consigliamo la prima perché gli zombot non sono noti per avere una grande mira (come indicato anche dal gioco). Se dovesse capitare di morire, Welcome to ParadiZe vi riporterà alla stazione di viaggio rapido più vicina, quindi state attenti quando esplorate, altrimenti potreste rischiare di dover ripercorrere lunghe distanze da zero.

Welcome to ParadiZe – Zombie è chi lo Zombie fa! – Recensione PC

La Base Perfetta non Esiste…

Il titolo di EKO Software permette al giocatore di costruire un piccolo accampamento di fortuna, che fungerà come hub centrale per effettuare le classiche attività dedicate al potenziamento del personaggio. Oltre al rifugio, nell’accampamento sarà possibile costruire una stazione per potenziare le armi, seguita da una cucina dove poter creare pozioni di cura più efficaci (e con effetti temporanei). 

Gestire l’accampamento diventa difficile nel momento in cui bisogna delegare agli zombot alcune attività da svolgere, come la raccolta del legno o dell’acqua per alimentare le fabbriche per fornire energia in tutto il rifugio. Non abbiamo compreso bene perché anche le mura di protezione vengano conteggiate nel computo dell’energia, a differenza delle trappole che invece è giusto che ci siano, e non abbiamo capito come mai oltre alle armi non sia possibile modificare le armature, cosa che avrebbe avuto senso in funzione del level up del personaggio.

La mappa di ParadiZe presenta anche due biomi diversi, principalmente dedicati alla differenza di temperatura tra caldo e freddo, elemento che si potrà affrontare trovando il materiale dedicato proprio in quelle zone. Anche questo aspetto poteva essere migliorato enfatizzando il sistema di creazione, magari includendo elementi come la pelliccia degli animali da utilizzare nella modifica degli oggetti.

È evidente la necessità di migliorare il sistema di costruzione e gestione dell’accampamento. Attualmente, per spostare o cancellare un edificio, è richiesto l’accesso a un sottomenù dedicato. Questo procedimento funziona bene per gli edifici di dimensioni considerevoli, ma risulta problematico quando si tratta di spostare le mura della base. 

Tornando sul discorso degli zombot, ricordatevi che l’esplorazione e l’uccisione degli zombie premia il giocatore grazie al drop di alcune ricompense: nello specifico, alcuni zombot modificati nel mondo possiedono progetti di armature e armi, che otterrete completando una percentuale di conoscenza del progetto. Il consiglio è quello quindi di affrontare le avversità e uccidere più zombot possibili, così da avere maggiori possibilità di customizzazione dell’esercito che vorrete schierare al vostro fianco (esercito è la parola errata, saranno massimo due potenziati a dovere, più altri minion minori).

Welcome to ParadiZe – Zombie è chi lo Zombie fa! – Recensione PC

Lo Zombie si fa Bello

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Welcome to ParadiZe si presenta come un titolo solido, sebbene non eccezionale dal punto di vista puramente visivo. Le ambientazioni mantengono un’atmosfera allegra e gioiosa, risultando graficamente accettabili e in sintonia con le aspettative per un contesto simile, soprattutto considerando lo stato d’essere del mondo rappresentato.

Il design dei livelli è ben curato nelle aree interne, come ad esempio i magazzini, contribuendo a immergere il giocatore nell’atmosfera del gioco. Tuttavia, è importante notare che la realizzazione dei modelli poligonali dei personaggi non eccelle particolarmente, probabilmente a causa del budget di produzione, non comparabile a quello di un titolo tripla A. È evidente che, data la necessità di far coesistere un gran numero di nemici sullo schermo contemporaneamente, si sia reso necessario sacrificare alcuni dettagli a livello visivo. Le cutscene sono realizzate con la grafica del gioco, evidenziando così alcuni difetti nei modelli poligonali dei personaggi.

Per quanto riguarda la colonna sonora, manca un certo grado di originalità. Tuttavia, il doppiaggio è ben eseguito e in linea con gli standard di produzione. È innegabile che l’esperienza visiva sullo schermo risulti divertente, supportata efficacemente dai nostri sistemi di gioco (NVIDIA RTX 3060 laptop e 4060 desktop).

 



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Scritto da: redazione

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