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Tecnologia

ottima idea ma rimandato a settembre

today21 Febbraio 2024

Sfondo
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Presentato a settembre dello scorso anno, Echo Hub è un prodotto che aspettavo con molta curiosità (e non solo io in redazione). Un dispositivo che stuzzica l’utilizzatore di smart home comandata con Alexa e che promette di offrire un’interfaccia touch dedicata alla gestione di tutti i prodotti che abbiamo inserito all’interno dell’ecosistema Amazon Alexa.

Un concetto molto interessante in quanto assente sul mercato in una forma immediata e facile. Di UI per gestire la smart home ne esistono infatti diverse e in particolare cito Home Assistant e Homey come esempi più nobili del settore. Nessuna però di queste soluzioni è considerabile plug and play, facile e adatta a praticamente chiunque sin dalle prime fasi di configurazione. Dunque Echo Hub si pone come il primo centro di controllo della casa smart in grado di rendere “fisico” il nostro controllo vocale Alexa.

DESIGN E QUALITA’ GENERALE

Echo Hub va considerato come un prodotto profondamente diverso da Echo Show 15 e dai vari Echo show che sono usciti sul mercato negli anni in quanto non è un dispositivo multimediale o nato per la fruizione di contenuti audio/video ma pensato proprio come pannello di controllo della casa.

Per questo motivo non deve stupire la qualità audio scarsa (inferiore a praticamente tutti gli Echo sul mercato, Dot compresi), i microfoni inferiori a molti dei prodotti in gamma Amazon e uno schermo che per qualità, angolo di visione e colori è un passo indietro importante ad Echo Show 15 uscito 3 anni fa.

Tutti elementi che sono si importanti, ma che non dovrebbero risultare fondamentali per il tipo di prodotto e la sua destinazione d’uso. In altre parole, se volete comandare la vostra smart home semplicemente con la voce, sentire la musica o vedere un film, non comprate Echo Hub perchè questo non è il suo scopo.

Detto questo il design è semplice, gradevole e minimale, la qualità costruttiva è buona, si alimenta tramite Type-C, è molto leggero e quindi facilmente installabile a parete anche se avete cartongesso o simili. In confezione è presente la staffa per montaggio a parete, viti ed il cavo di alimentazione può essere arrotolato nella parte posteriore dell’Echo Hub per nasconderlo nel caso fosse troppo lungo rispetto alla presa di corrente da cui prende l’alimentazione.

Sul alto troviamo i tasti volume, tasto per disattivare i microfoni e frontalmente sensori per il riconoscimento delle persone e l’attivazione automatica in caso di avvicinamento allo schermo. Caratteristica molto carina e utile che permette di avere lo schermo spento o in modalità orologio qualora non ci fosse alcun tipo di interazione (per consumare meno).

HARDWARE: PRESTAZIONI NON CONVINCENTI

Questa recensione sarà probabilmente molto diversa da tante altre che leggerete in rete e probabilmente molto più critica. Il mio punto di vista, che cerco di darvi in questo articolo, è quello di un utente appassionato, tecnologico, che ha un ecosistema Alexa completo e che ritiene Alexa il miglior sistema di gestione vocale della Smart Home (intesa come insieme di prodotti di marchi diversi interconnessi facilmente tra loro e gestibili in 1 secondo con la voce con tempi di attivazione praticamente immediati).

Un utente che sa che siamo nel 2024 e che si aspetta da un prodotto che costa quasi 200€, prestazioni superiori a quelle di Echo Show 15, prodotto uscito 3 anni prima che ha guadagnato FireOS e che non è considerabile un prodotto particolarmente fluido ma sicuramente utilizzabile senza problemi.

Purtroppo questo non accade e a poco sono serviti i 3 reset e l’aggiornamento arrivato mentre provavo il prodotto. Echo Hub è oggi, senza se e senza ma, un prodotto che fatica a gestire una casa con 5 diverse stanze e circa 50 prodotti inseriti all’interno.

L’interfaccia ha una fluidità molto scarsa con ricaricamenti continui e una importante “fatica” nel caricare i vari widget nel passaggio da una home all’altra. Si tratta probabilmente di un’insieme di fattori: da una parte il prodotto è il primo della sua generazione e l’interfaccia ha ancora molta strada da fare; dall’altra parte il processore utilizzato è il MediaTek MT8169A annunciato nel 2020 e che sta per compiere 4 anni (ed inferiore alla CPU usata su Echo Show 10).

Un insieme di elementi che rende l’esperienza generale insufficiente a livello di prestazioni e piacevolezza di utilizzo. Un vero peccato e un feedback che vi do avendo provato qualunque cosa per rendere questo Hub più performante.

NOTA: per darvi un contesto più ampio, in casa utilizzo anche Homey, un sistema che di fatto crea un’interfaccia grafica per tutti i prodotti Smart Home più diffusi inserendoli in una UI semplice ed immediata un po’ come fa Alexa.

INTERFACCIA BETA: TANTO LAVORO CONCETTUALE DA FARE

Se quindi lato hardware ho segnalato i “limiti” legati alla destinazione d’uso del prodotto e ho anche sottolineato i problemi di reattività, l’interfaccia stessa del prodotto è una Beta che deve essere ancora sviluppata e il cui concetto di base viene meno: la semplicità d’uso.

Come detto anche all’inizio, il concetto alla base del prodotto è interessante e avere un’interfaccia fisica, touch per controllare la casa e non doversi ricordare i comandi che abbiamo assegnato ai vari dispositivi Smart, può essere un aiuto importante (premesso che comunque far coesistere un sistema smart e un sistema analogico sarebbe la soluzione migliore sempre). Peccato che la realizzazione sia al momento da rimandare a settembre.

Non voglio allungare troppo la recensione, ma vi porto semplicemente alcuni esempi che ritengo essere i più emblematici e che denotano come il lavoro fatto sulla UI sia ancora agli inizi e manchino proprio le basi per rendere semplice l’interazione.

NOTA: molto importante da sottolineare è che Echo Hub non è in grado di configurare nuovi prodotti ma semplicemente prende tutto quello che avete sul vostro account Alexa e lo inserisce all’interno della UI Touch. Dunque tutte le configurazioni, modifiche, nomi, comandi, azioni, routine e via dicendo, saranno fatte solo da app Alexa e non potranno essere cambiate o modificate da Echo Hub (elemento che ritengo piuttosto limitante).

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ESEMPIO CONDIZIONATORE:

  • Voce:

    • Alexa accendi condizionatore salotto -> 1 secondo – Fatto
    • Alexa condizionatore salotto 22 gradi -> 1 secondo – Fatto
    • Alexa condizionatore salotto su aria condizionata -> 1 secondo – Fatto
    • Alexa spegni condizionatore salotto -> 1 secondo – Fatto

  • Echo Hub:

    • Condizionatore spento: il widget del condizionatore (non dipende dal modello è cosi per tutti) non ha il comando accensione. Per accenderlo tramite touch dovete:

      • cliccare il widget
      • attendere caricamento di una UI laterale che offre un tasto enorme con scritto OFF. Il tasto NON è cliccabile
      • dovete scrollare in basso su questa UI laterale e vi apparirà il tasto accensione
      • una volta premuto il grande tasto OFF non cliccabile in precedenza si trasforma nel controllo temperatura
      • il Widget ora che il condizionatore è acceso permette di controllare la temperatura ma non di spegnere il condizionatore
      • per spegnere dovete cliccare il widget e premere nuovamente sul tasto off

Manca quindi qualcuno che abbia provato questa interazione e si sia reso conto che basta un tasto on/off nel widget per diminuire del 50% la quantità di click da effettuare per usare Echo Hub per questa caratteristica. Di seguito la sequenza video:

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ESEMPIO TELECAMERE:

Avendo diverse telecamere in casa, mi sono reso conto che la UI non è intuitiva. Per modificare il widget e quindi le telecamere presenti, bisogna andare su modifica, attivare la telecamere che vogliamo e spostarla di ordine nel caso non sia quello preferito. Una volta fatto però il multiview con l’anteprima mostrerà comunque sempre 4 telecamere che non sono quelle del widget ma corrispondono alle telecamere che hanno avuto l’attività più recente.


Nota: telecamere usate Ring e Blink quindi prodotti Amazon family.

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ESEMPIO SENSORE ARIA:

Un prodotto come detto in sviluppo e la dimostrazione più evidente la troviamo nella gestione del sensore aria di Amazon, dunque di un prodotto ufficiale. In pratica questa sotto dovrebbe essere la UI che si dovrebbe avere sugli Echo Show:


Questa invece che vedere a seguire è la UI presente all’interno dell’applicazione Alexa, quindi disponibile su smartphone:

Questa sotto è la UI che invece appare su Echo Hub e si capisce chiaramente che qualcosa non torna, che non è un’interfaccia neanche lontanamente paragonabile a quelle sopra e che sembra più un foglio Excel in bozza da cui poi estrarre un eventuale grafico più che una schermata di monitoraggio della qualità dell’aria.


Inoltre il senso di avere un tasto enorme a centro pagina per disattivare il LED del sensore onestamente non riesco proprio a trovarlo. Per quanto la presenza dell’opzione sia comprensibile, non è certo un qualcosa che si utilizza sempre ed in quella posizione è proprio concettualmente sbagliato.

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A tutto questo si aggiungono bug importanti che spesso impediscono la riorganizzazione della Home e la gestione di molte funzionalità In particolare gli slider per dimmerare le luci hanno spesso comportamenti anomali e si muovono in continuazione anche dopo che avete lasciato il dito (vedi video sopra condizionatore dove mostro anche questo aspetto) – oltre a non essere precisi a causa della lentezza della UI.

HOMEY PRO GESTITO DA BROWSER DI ECHO HUB

Tralasciando poi le varie funzionalità ulteriori che consentono, tra le altre cose, di accedere a Prive Video direttamente dall’Echo Hub, di vedere immagini prese da Amazon Photo e altro ancora, ho voluto fare una sorta di “prova del 9” facendo un workaround che è abbastanza assurdo.



Considerando che il browser dell’Echo Hub – accessibile premendo il tasto Video nella tendina delle notifiche (il senso di questa posizione poi me la spiegate) – è tutto tranne che rapido, è abbastanza significativo considerare l’interfaccia da Browser di Homey Pro molto più reattiva, meglio organizzata, gestibile e coerente rispetto a quella di Echo Hub nativa. Ovviamente queta funzionalità non ha senso su Echo Hub in quanto, dopo alcuni minuti, il browser si chiude e il dispositivo va in standby, ma è abbastanza emblematico di come questa Echo abbia ancora tantissima strada da fare in primis a livello di interazione utente.

CONCLUSIONI

Come avrete capito, questo Echo Hub è rimandato a settembre. Sebbene sia il primo prodotto della sua generazione, i 199€ richiesti vanno pagati subito e per l’esperienza offerta, la qualità dell’interfaccia e la piacevolezza d’uso, non è un prodotto che oggi può essere consigliato senza riserve.

Ovviamente avendo tutti gli standard smart home come Matter e simili, è un dispositivo che potrebbe offrire tanto di più e rendere la gestione della vostra casa molto più centralizzata anche in assenza di comandi vocali o applicazione su smartphone. L’idea alla base è ottima, la realizzazione al momento no.

Sono convinto che con aggiornamenti importanti, una revisione notevole dell’interfaccia e un ripensamento dei widget, Echo Hub possa diventare uno centro di controllo efficace. Dall’altra parte però penso: ma non basterebbe inserire la UI di Echo Hub all’interno dell’opzione “casa intelligente” presente su tutti i prodotti Echo con display di Amazon e dare cosi maggior flessibilità a tutto l’ecosistema Alexa?



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Scritto da: redazione

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