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Whalberg, il cattivissimo ora con la croce sulla fronte

today20 Febbraio 2024 16

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Milionario, denunciato, carcerato, prima giovane sregolato. Poi il grande successo fra molti errori, oggi è un attivista cattolico. Piaccia o no

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Mark Whalberg in versione ultrà cattolico oggi, ai tempi del successo come Marky Mark e divo del cinema (da Instagram)

Mark Whalberg in versione ultrà cattolico oggi, ai tempi del successo come Marky Mark e divo del cinema (da Instagram)


Essere il duro, quello con muscoli d’acciaio e mascella sempre contratta che quasi chiama un cazzotto per scatenare tutto il resto. Essere quello concupito come simbolo di bellezza macho, quello del manifesto di Calvin Klein in bianco e nero che esaltava tutti i muscoli, compreso quello chiacchieratissimo dentro i boxer. Ancora: diventare un attore ed essere capace di giocarsi talento e grinta sia negli action movie sia nel grande cinema d’autore, con film come The Departed di Scorsese, Amabili resti, The Fighter e Boogie Nights. Poi implodere. La vita di Mark Whalberg, già Marky Mark, ha un primo e un secondo tempo nettamente divisi.

Il crollo

La vita del bad boy per Whalberg sbatte presto contro il crimine e la galera. Ancora adolescente, le prime denunce per inseguimenti e minacce a persone di colore, a 15 anni il pestaggio di un ragazzino di origine orientale lo porta al carcere minorile. Razzismo e omofobia sono due accuse che lo inseguiranno a lungo, perfino mentre sfonda come rapper Marky Mark e diventa poi modello e sex symbol a fianco a Kate Moss nelle pubblicità di Calvin Klein. Tanto da spingerlo ad abbandonare la musica per tentare la carriera d’attore. Nel mentre i guai fatti di arresti, denunce, scontri con i familiari e droghe lo portano alla conversione. Il carcere nel suo caso ha questo effetto: dietro le sbarre trova Dio.

La rinascita

Fa pensare la vicenda dell’attore oggi 53enne, arrivato ad essere un decina d’anni fa il più pagato del mondo con un guadagno annuo di oltre 68 milioni di dollari, che va in giro a farsi fotografare con una croce segnata a carboncino nero sulla fronte, a stringere mani a sacerdoti cattolici e raccontare nelle interviste: “Passo gran parte della mia giornata rendendo grazie a Dio”. In numerose interviste va ripetendo: “Ho commesso un sacco di errori, avevo un sacco di tempo libero perché stavo poco con i miei genitori impegnati a lavorare molte ore al giorno per darci da mangiare”. Ha ricordato anche il paradosso di essere avvicinato da altre persone mentre era in chiesa e che queste gli chiedessero di pregare con loro, aspiranti artisti, perché il loro film potesse avere successo. Oggi Whalberg è padre di quattro figli, sposato dal 2009 con la stessa donna. Ha parlato contro l’omofobia e devoluto quasi due milioni di dollari a Time’s Up, movimento per i diritti e la dignità delle donne. Almost a good guy, direbbero negli States. 

 

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Scritto da: redazione

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