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Gaming

, la recensione – Gamesurf

today10 Febbraio 2024

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Trails of COld Steel è un capolavoro sviluppato da Falcom e torna oggi su PlayStation 5 con due capitoli che hanno conquistati tantissimi gamer!

The Legend of Heroes: la saga Falcom torna a far felici i JRPG fans!

Con il crescente (e meritatissimo) interesse che negli anni si è formato attorno a The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel, non poteva che aumentare anche l’impegno editoriale attorno alla saga JRPG sviluppata da Nihon Falcom che, unendo i vari episodi, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 7,5 milioni di copie vendute. Non certo numeri da fare impallidire i veri blockbuster, ma comunque un ottimo risultato per produzioni che non hanno mai goduto di grandi budget, sopperendo alla scarsità di mezzi con tanta passione e classe. Dopo l’uscita sulle console Nintendo e Sony delle scorse generazioni, adesso anche PlayStation 5 ha la sua prima interazione con il brand, ecco perché siamo qui a farvi leggere la recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III (uscito nel 2013 su PS3 e 2019 su PS4, Switch, PC e via dicendo )e The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV (edito nel 2020), disponibili sia separatamente in edizione digitale che in un unico pacchetto in versione fisica. Rispondiamo immediatamente alla domanda che molti di voi si stanno ponendo: no, non siamo davanti né a due remake né a due remastered, ma semplicemente alla trasposizione su nuova console di quanto già visto in passato con minime migliorie, tra cui ci limitiamo a segnalare l’ovvia diminuzione dei tempi di caricamento e la gradita presenza di tutti i DLC usciti durante la vita dei due giochi. JRPG di stampo estremamente classico, con esplorazione libera e combattimenti a turni, questi due titoli hanno mantenuto alto il nome della saga grazie all’ennesimo ottimo lavoro dal punto di vista del gameplay (sempre più cesellato di uscita in uscita) e una trama in grado di riunire quanto avvenuto nei capitoli precedenti e portare tutto all’epilogo del quarto episodio, andando a quadrare un gran numero di linee narrative sviluppare durante gli anni.

Ecco arrivare puntuale l’altra domanda che ronza nella testa di chi non si è mai avvicinato ai Trails: il terzo e il quarto capitolo sono adatti per iniziare ad approcciarsi a questa serie? Diciamo che, per quanto ognuno dei due titoli sia dotato di un codex testuale (tutto in inglese come entrambi i titoli) in cui recuperare tutte le informazioni legate a trama, personaggi e geopolitica, non ci sentiamo di consigliare questa strada. I personaggi sono tantissimi, gli intrighi politici e le fazioni in campo sono degne di opere ben più famose e non va nemmeno sottovalutata la storia delle nazioni presentì sulla cartina geografica: sommando tutto questo, per quanto nessuno vi impedisca di partire con il terzo episodio, sarebbe quanto auspicabile iniziare da Trails of Cold Steel, così da avere sottomano tutto l’arco narrativo omonimo… per quanto nemmeno così avrete una visione completa. Si, perché in Trails IV (abbiate pietà di me e permettetemi questa abbreviazione) confluisce anche l’arco narrativo di Crossbell, composto principalmente da Trails from Zero e Trails to Azurre con entrambe le serie che trovano conclusione in The Legend of Heroes: Trails of Reverie, tutti usciti in tempi recenti su PC, PlayStation 4 e Switch. Vi siete persi? Se la risposta è “no” vi faccio i miei complimenti. Battute a parte, come avrete capito ritengo necessario, per avere una visione d’insieme adatta a godere l’opera, uno “sforzo” (se sforzo vogliamo chiamare giocare a titoli di ottima fattura) che parte da Trail from Zero, continua con to Azzurre, passa per i quattro Trails of Cold Steel e finisce con Reverie, quantomeno per ora, visto che il lavoro di Falcom non accenna a fermarsi. 

Certo che  quando si va a parlare dell’universo di the Legend of Heroes si va incontro a una mole produttiva gigantesca, fatta di tanti titoli legati tra loro. Se Final Fantasy ci ha abituato a storie slegate e quasi sempre autoconclusive di episodio in episodio, qui siamo decisamente su un altro livello. Volendo scavare nelle radici del marchio non possiamo non citare Dragon Slayer del 1984 e i tantissimi titoli che lo hanno seguito, ma dal mio punto di vista, si può trovare un compromesso tra conoscenza e fruibilità seguendo le linee guida che vi ho scritto qualche riga sopra, senza andarsi a calare in epoche videoludiche a oggi difficilmente recuperabili, anche essendo esperti appassionati di retrogaming. Torniamo però ai titoli compresi in questa raccolta e diamogli un posto nella trama generale. Trails of Cold Steel III vede come protagonista Rean Swarzer che ormai, dopo essere stato cadetto nel primo Trials of Cold Steel, è diventato eroe nazionale e si ritrova a sua volta a dover addestrare una classe di nuovi combattenti, il tutto immerso in una situazione politica che nonostante una pace apparente nasconde una polveriera pronta ad esplodere. Il finale decisamente scoppiettante viene ripreso da Trails of Cold Steel IV che dopo un breve prologo vede risvegliarsi Juna Crawford e da lì iniziare la strada che unirà i vari filoni narrativi e ci metterà alla guida di un gruppo con più di 20 personaggi, per quanto spesso in gruppi separati e in party di combattimento composti da quattro protagonisti. 

La grafica langue, ma il gameplay è da manuale

Il gameplay di Trails of Cold Steel III e Trails of Cold Steel IV è, di base, quanto di più classico si possa immaginare. Esplorazione (anche in situazioni legate all’accademia dove Rean insegna e in passato ha studiato), dialoghi e combattimenti a turni sono il pane quotidiano dei nostri eroi che però si beano di avere una narrazione di grandissima qualità e un combat system estremamente soddisfacente e sempre più calibrato di episodio in episodio. Una volta ingaggiato un combattimento, quasi sempre con avversari ben visibili sulla mappa (cercate di colpirli alle spalle per avere dei bonus in fase di ingaggio), guiderete il vostro party e dovrete districarvi tra numerose opzioni che vanno ben oltre ai classici attacchi, magie e oggetti vari. Durante il nostro turno potremo muoverci per sfruttare particolari posizionamenti rispetto i nemici e non mancano le azioni Craft e Arts che permettono di usare punti specifici per colpi speciali con un classico sistema di bonus e malus relativi a debolezze e resistenze nostre e degli avversari. Ci sono le S-Craft e proprio la lettera “S” suggerisce il loro essere super, in più proprio con il terzo episodio la saga ha guadagnato gli Ordini, cioè la possibilità di riassettare i propri componenti in base alla situazione, il tutto sempre utilizzando i comandi della croce direzionale e dei tasti del DualSense. Assolutamente da tenere sotto controllo due fattori: la resistenza di tutti i contendenti, che cala in base ai colpi ricevuti e può portare a un pericoloso status di stordimento e le tempistiche di caricamento dei colpi più potenti, che andranno a ricadere sull’ordine di mossa e potrebbero rendervi vulnerabili agli avversari.

Come se non bastasse, in base al momento della trama avrete anche a disposizione dei fantastici mech da utilizzare e se state pensando al caro vecchio Xenogears, sappiate che siete sulla strada giusta, perché è palese che ci si sia ispirati al grandissimo titolo di SquareSoft! Tutto fila alla perfezione e Trail of Cold Steel IV riesce persino a migliorare ulteriormente il bilanciamento dei precedenti capitoli, mostrando la voglia di Falcom di continuare a migliorarsi, per quanto il budget continui a risultare risicato. Se siete giocatori esperti in breve tempo riuscirete a dominare il livello di difficoltà normale, quindi se cercate una buona sfida potreste sin da subito sceglierne uno maggiore. Entrare nello specifico di entrambi i titoli sia riguardo alla trama che al gameplay, significa fare un tuffo nel passato, anche perché come già detto, siamo davanti a una riproduzione praticamente identica dei due giochi, che già all’epoca avevano nella grafica in game il principale punto debole (bellissimi invece tutti gli art work). Altro problema a cui abbiamo già accennato, per quanto relativo, è che l’enorme mole di testi è tutta in inglese e nemmeno questa riedizione ha portato a una traduzione in italiano, rendendo i titoli fruibili solo a chi ha una discreta conoscenza della lingua inglese. Le tematiche trattate e lo spessore dei dialoghi rende difficile la comprensione a chi ha solo una conoscenza basilare dell’inglese e per quanto la storia meriti attenzione e qualche sforzo, è indubbio che per molti questo possa risultare un gradino difficile da superare. 

Arrivando a trarre le conclusioni, l’arrivo su PlayStation 5 di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III e The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV rappresenta l’approdo sulla console ammiraglia di Sony di due ottimi JRPG, ma la scelta editoriale sembra avere diverse falle. Gli amanti della saga avranno quasi sicuramente già giocato entrambi i titoli e non c’è nulla che li possa spingere a rivivere queste avventure, per quanto di altissima qualità narrativa più che tecnica. D’altro canto, chi ha sempre sentito parlare dei “Trails of” non dovrebbe iniziare da qui la sua avventura in questo fantastico mondo, ma ha diversi (ottimi) titoli da giocare prima di arrivare a questo punto della trama e sarebbe davvero un peccato limitarsi a leggere un codex piuttosto che vivere in prima persona una trama degna di lodi e attenzioni. Quindi The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III & IV offre ai possessori di PlayStation 5 due titoli di indubbia qualità, ma non può e non deve essere presa come una iniziativa editoriale adatta a approcciarsi alla saga perché, per quanto in rete esistano riassunti vari della trama, il tutto risulterebbe come iniziare a vivere una epopea saltando a piè pari i primi tre quarti della sia storia. Il mio consiglio è semplice: per fortuna le recenti uscite, tra PC, Switch e PlayStation 4 hanno portato sul nostro mercato quanto serve per riuscire a godere a pieno dell’epopea creata da Falcom. Se amate il mondo dei JRPG e non avete paura della lingua inglese, è arrivato il momento di intraprendere un viaggio in cui potrete conoscere una delle saghe più iconiche del panorama ruolistico nipponico e solo una volta giunti al momento giusto potrete accendere le vostre PlayStation 5 e godervi questi due titoli nel migliore dei modi.



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Scritto da: redazione

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