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Ambiente

Vino, negli Usa l’inflazione lascia il segno e trascina in basso le vendite

today15 Gennaio 2024 5

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L’inflazione continua a lasciare il segno sulle vendite di vino. Anche sui mercati esteri a cominciare dal primo mercato di destinazione del vino italiano e anche primo mercato al mondo per consumi complessivi (non pro capite): ovvero gli Usa.

Consumi negli Usa a -11% in novembre

Secondo l’elaborazione effettuata dall’Unione italiana vini su dati SipSource (strumento che monitora le “depletion”, ovvero gli scarichi di magazzino e quindi gli acquisti effettivi acquisti dei dettaglianti on e off-trade: circa 330mila esercizi gli commerciali monitorati nel mercato americano pari a circa il 75% del totale) i consumi di vino complessivi negli Usa a novembre scorso hanno perso ben l’11% rispetto al mese precedente. Un dato che porta la riduzione delle vendite negli Usa nei primi undici mesi dell’anno a quota -8 per centro.

Spumanti in aiuto del made in Italy

Questo è il dato complessivo reso noto in occasione di un webinar organizzato dall’Unione italiana vini. Disaggregandolo si rileva come l’Italia limiti i danni visto che la flessione delle vendite di vino made in Italy è stata del -3% a novembre e del meno 3,5% nei primi 11 mesi del 2023. A consentire alle etichette di vino made in Italy di limitare i danni sono ancora una volta gli spumanti che, negli Usa, hanno invece mostrato un trend di vendita in progresso (+2,2% nei primi undici mesi dell’anno) a fronte di una discesa generalizzata dei prodotti fermi, con i rossi a -9%, i bianchi a -3% e i rosati a -13%.

In caduta la domanda nella Gdo e negli store

Tra i canali, si attestano a -5% le perdite dei consumi fuori casa (ristorazione, bar, hotel), mentre si segnala in caduta la domanda off premise (Gdo, vendita all’ingrosso, liquor store, grocery), che scende a -9%.

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Rossi in difficoltà

Sulla base di queste cifre inoltre le bollicine italiane hanno superato i vini bianchi diventando al principale tipologia di vino venduta negli Stati Uniti con una quota di mercato che sfiora il 38% contro il 35,5% dei bianchi e il 17,5% dei rossi, questi ultimi in forte regressione (-16%). Le difficoltà dei rossi non si limitano però ai prodotti del Belpaese: nel 2023 il calo sul totale del mercato è del 10%, bissato da un novembre a -15%. Unica voce in positivo i cocktail wine, che crescono del 2% sia a novembre sia nel computo degli 11 mesi.



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Scritto da: redazione

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