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Ambiente

Biotech al centro delle priorità degli agricoltori per la nuova Ue

today31 Dicembre 2023 5

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La campagna elettorale per le Europee di giugno è cominciata e l’agricoltura è tra i terreni di gioco su cui gli sfidanti andranno a caccia di voti. Dai fondi di bilancio alla riduzione dei pesticidi, dall’allargamento dell’Unione all’Ucraina fino alla frutta e alla verdura importata dai Paesi extra-Ue, sono molti i temi caldi che interessano sia gli agricoltori che i consumatori.

Cosa ne pensano, le principali associazioni agricole italiane? Uno dei temi che sarà al centro del dibattito è senza dubbio l’introduzione delle nuove biotecnologie – le cosiddete Tea – che permetteranno di superare gli Ogm e di ottenere piante in grado di resistere ai parassiti e agli sbalzi del clima, dicendo addio (o quasi) alla chimica in campo. «Tra le priorità per la prossima campagna elettorale c’è sicuramente la definizione di un quadro normativo sulle Tea – sostiene il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, Carlo Piccinini – per ridurre la chimica occorre investire con determinazione sulle nuove tecnologie».

Il dossier pesticidi

Direttamente collegata a questo tema, secondo Piccinini, è anche la questione della riduzione dei pesticidi nei campi: «Il testo della Commissione Ue sulla riduzione dell’uso dei fitofarmaci è stato rigettato lo scorso novembre con il voto in plenaria dall’assemblea di Strasburgo, ma questo dossier si riproporrà in tutta la sua centralità nella campagna elettorale. Il nostro auspicio è che ci sia sempre più consapevolezza dell’esigenza di ripensare le premesse della proposta iniziale, che avrebbero portato inevitabilmente a un drastico calo della produzione agroalimentare. Ci aspettiamo che la nuova Commissione predisponga un nuovo testo, con una stesura che tenga conto delle valutazioni di impatto che in questi anni si sono succedute».

La concorrenza extra-Ue

Anche per il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nei prossimi cinque anni l’Unione europea dovrà favorire l’innovazione nelle campagne, oltre che con l’agricoltura 4.0, anche attraverso la nuova genetica green consentita dalle Tea. Accanto a questo, però, secondo Prandini è giunto il momento di porre seriamente sul tavolo il principio della reciprocità tra cibo coltivato nell’Unione e prodotti importati dai Paesi extra-Ue. «Dobbiamo garantire cibo sicuro per i nostri cittadini – sostiene il presidente della Coldiretti – occorre dire basta alla concorrenza sleale dei Paesi terzi e introdurre con decisione il principio di reciprocità, per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno. Chiediamo inoltre alle future istituzioni Ue di iniziare fin da subito a riflettere su come adattare la futura Pac alle rinnovate esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole nel nuovo scenario internazionale. Le sfide attuali e quelle future, anche in vista di futuri allargamenti dell’Ue, impongono scelte ambiziose in termini di bilancio».

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La dotazione di bilancio

E proprio la dotazione di bilancio, secondo la Confagricoltura, sarà il tema più spinoso ma anche più necessario da affrontare. «Con l’attuale dimensione del bilancio comune, poco più dell’1% del Pil degli Stati membri, la Ue è perdente nella sfida per la competitività dei sistemi economici basata sempre di più sulle innovazioni tecnologiche – sostiene il suo presidente, Massimiliano Giansanti -. Siamo già in ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina. La dotazione del bilancio dovrebbe essere almeno raddoppiata per garantire un adeguato flusso di investimenti a favore della ricerca e delle imprese».



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Scritto da: redazione

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