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22 coppie di gemelli: tu mangi “veg” tu no. Com’è andata a finire

today13 Dicembre 2023 22

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C’è un esperimento alimentare che sta facendo molto parlare di sé e discutere in questi giorni. Per le modalità “spettacolari” con cui è stato condotto. Fra maggio e luglio del 2022, ventidue coppie di gemelli omozigoti, cioè con identico patrimonio genetico e dello stesso sesso per coppia, perché nati da un singola cellula uovo fecondata, sono stati divisi in due gruppi dal team medico dell’Università di Standford. Ventidue di loro hanno avuto accesso a una dieta onnivora, cioè senza l’esclusione di nessun tipo di cibo. Gli altri 22 hanno accettato di mangiare solo cibi vegetali. Per accentuare la somiglianza di base, i medici hanno scelto gemelli e gemelle con stile di vita, look, taglio di capelli molto simili. Buona salute, età fra i 20 e i 60 anni un indice di massa corporea nella norma. Cosa hanno rivelato i risultati della doppia alimentazione a confronto?

Dopo due mesi 

Frutto di bilanciamento da parte dei nutrizionisti, entrambe e alimentazioni dei due gruppi di “cavie” sono state offerte già pronte per le prime quattro settimane, nel mese successivo i medici dietologi hanno supervisionato la preparazione dei cibi da parte dei partecipanti in modo che fosse corretta. Risultato? Dopo il primo mese i 22 del gruppo veg avevano livelli più bassi di colesterolo Ldl, insulina e peso. Entrambi i gruppi di gemelli e gemelle hanno mostrato un apporto di calorie inferiore rispetto a quello del metabolismo basale. I vegani hanno parlato di minore soddisfazione alimentare e, dati alla mano, hanno avuto un apporto proteico minore rispetto agli onnivori. La grossa differenza sta nella molto minore presenza di vitamina B12 nell’organismo dei veg, non a caso spesso si suggerisce a chi ha fatto questa scelta alimentare di prendere integratori che sopperiscano a quella carenza. Quindi chi ha vinto? Qui iniziano i problemi.

Mela o panino imbottito? (Shutterstock)

Le critiche allo studio

Lo studio alimentare (interamente consultabile qui) ha ricevuto critiche per l’assenza del cosiddetto follow up, cioè il controllo dopo un periodo di tempo dal termine dell’esperimento, per verificare i risultati. Non solo, la diminuzione del colesterolo Ldl e del peso corporeo sono stati attribuiti al regime alimentare più rigoroso indipendentemente dai cibi che lo componevano. Christopher Gardner, il professore di medicina della Stanford a capo dell’esperimento, ha evitato di fare l’apostolo di un’alimentazione rispetto all’altra. Si è limitato a dire che “la maggior parte di noi avrebbe maggiore beneficio da una dieta con più alimenti vegetali” ma ha poi opportunamente ammesso che riequilibrando gli alimenti nella propria dieta (meno latticini e carni rosse, più vegetali ma senza escludere niente) e associando una attività sportiva regolare i benefici per l’apparato digerente e quello circolatorio sono maggiori per tutti. La guerra alimentare può aspettare. Ma il gioco dei “partiti” del cibo continuerà a lungo.

Colesterolo alto ma non tollero statine e integratori? L’alternativa alimentare, spiegata qui

Insalata o pizza? (Shutterstock)





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Scritto da: redazione

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