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Food

Al diavolo stelle Micheline e cucina inferno: la scelta di Alba

today7 Luglio 2023 1

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Allieva di grandi firme della cucina gourmet, giovanissima e promettente, è presto arrivata al limite. Ed è ripartita dall’Italia, dalla pasta e da una scommessa

Alba de Luca nel laboratorio della pasta fresca (da El Pais) e un dettaglio di una sua creazione (Instagram)

Alba de Luca nel laboratorio della pasta fresca (da El Pais) e un dettaglio di una sua creazione (Instagram)

Nell’eterna diatriba fra chef famosi e imprenditori della ristorazione da un parte e personale che scappa e non si trova più (ne abbiamo scritto qui) si inserisce la storia della giovane chef Alba de Luca. A illuminare uno scenario alternativo allo stress, ai ritmi disumani e ai costi altissimi che stanno segnando la cucina gourmet (vedi qui) e che non ripagano nemmeno gli chef della loro arte (il caso di Carlo Cracco e dei suoi 5 milioni di debiti, leggi qui). Alba de Luca è giovane, talentuosa e promettente. C’era tutto per fare l’ascesa nell’Olimpo dei cuochi. Ma sulla pelle il prezzo da pagare era già troppo alto. E dunque: al diavolo il gourmet, il fine dining, il food porn e l’ambire alle stelle Michelin.

Cambio di vita ma l’amore per la cucina resta

“Facevamo 400 coperti al giorno, quel ritmo non era adatto a me” ha raccontato Alba de Luca, cresciuta alla corte di eccellenze dell’alta cucina come Dani Garcia e Nobu. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già al limite per somma di cattive esperienze. Come ha spiegato la cuoca, in una intervista a El Pais: “Mi sentivo sfruttata“, dal Mogaritz al Moraga del grande Garcia fino al Puente Romano di Marbella, alcuni dei luoghi più ambiti dell’ospitalità e dell’alta cucina in Spagna, il copione si ripeteva sempre uguale. Fatica, ritmi impossibili, sfruttamento. Era ora di cambiare e questo cambiamento è coinciso con l’Italia.

Il nuovo inizio come volontaria, poi la pasta

Stremata dalle fatiche dell’alta cucina, Alba de Luca ha deciso di ricominciare da capo, tornando alla natura e alle cose semplici e mettendosi a disposizione come volontaria per lavorare in un fattoria didattica con cucina annessa  Monsampietro Morico. “Cucinavo rispettando la natura, quel che provvedono le stagioni e le materie prime a chilometro zero. Ho imparato a curare gli animali, coltivare ortaggi e fare il compost” ha raccontato la De Luca che nella fattoria in provincia di Fermo, nelle Marche, ha imparato l’arte della pasta. E’ ripartita da lì, portantosi l’arte italiana e i ritmi umani ritrovati nel ristorante di pasta fresca De Luca nella zona di Mayfair a Londra. Il lavoro va bene e le recensioni sono ottime, a cominciare dalla qualità dei piatti e dai costi ragionevoli: in media un conto per persona sta fra i 35 e i 35 euro. 





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Scritto da: redazione

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