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Cinema

Across the Spider-Verse, ecco come si fa un multiverso

today10 Giugno 2023

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Chi dice che senza regole non ci si può divertire? Anzi, a volte sono proprio quelle a dare la vera e propria spinta a un’idea. Soprattutto se si tratta di fantascienza, mondi assurdi, caos generale. È quello che riesce a fare il multiverso dell’ultimo incredibile film sul nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere. E se ancora non l’avete fatto leggetevi la nostra recensione di Spider-Man Across the Spider-Verse.

Un concetto di multiverso che ha le sue regole base e dalle quali non si può (o non si dovrebbe) transigere, ma che quelle regole le mette in chiaro quando serve. Difficile quindi non andare subito con la mente al Marvel Cinematic Universe, che dopo la Infinity Saga ha lanciato proprio la Multiverse Saga. Mega evento nel quale, però, di multiverso si parla davvero poco (e male) rispetto alle sue ambizioni. Senza contare poi quello live action della Sony stessa, che ancora non sembra capire di cosa voglia davvero parlare. Proviamo allora a spiegare perché l’idea di Spider-Verse funziona così bene. Sappiate che qualche spoiler su Across the Spider-Verse potrebbe esserci, siete avvertiti.

Across the Spider-Verse e un multiverso chiaro

Non è questione di tecnica cinematografica o meno, di possibilità maggiori per un film animato rispetto a quelle di un live action. Qua si parla di regole, punti fermi dai quali partire, e senza i quali vale tutto e il contrario di tutto.

Durante il capitolo precedente, Into the Spider-Verse, le basi di qualche regola erano già state posizionate (basi che spesso valgono per i prodotti sul multiverso): chi passa da un universo all’altro viene rigettato come un organo estraneo, in questo caso glitchando. E rischiando la vita se non ritorna a casa in tempo. Across the Spider-Verse ha elaborato ulteriormente il tema, creando un bracciale che permette di spostarsi tra universi senza conseguenze sul proprio corpo (addirittura creandone uno temporaneo come i pass giornalieri delle grandi aziende). Perciò ci si può spostare fra universi ma senza interferire con il Canone relativo a Spider-Man, cioè eventi connaturati alla sua essenza (come la morte di Zio Ben, per fare un esempio). Se uno di questi eventi viene impedito si rischia il collasso stesso dell’universo, che solo la squadra di Spider-Persone può tentare di fermare, senza però avere la certezza di farcela (tra l’altro, se volete scoprire tutti gli Spidey del film lanciatevi nel nostro articolo sugli easter egg di Spider-Man Across the Spider-Verse). Questo specifico snodo verrà sicuramente elaborato nel capitolo conclusivo della trilogia, Beyond the Spider-Verse, ma già così abbiamo tutti i punti fermi del caso: le anomalie vengono riportate a casa per la loro salute e per quella del multiverso tramite un macchinario che ne riconosce la provenienza, e la Spider-Society capeggiata da Spider-Man 2099 si occupa di mantenere l’ordine multiversale.

Le distinte concorrenze del multiverso

Come dicevamo in apertura, è automatico fare un confronto diretto con chi ha già usato il multiverso proprio in ambito Spider-Man. Il Marvel Cinematic Universe ci ha provato con No Way Home, dando però regole vaghe e poco chiare, che hanno subito portato a incongruenze: basti pensare a Electro che non conosceva la vera identità di Spider-Man e quindi non ha senso logico che sia lì.

O tutta la questione viaggi nel tempo, dato che alcuni villain arrivano nel MCU sul loro punto di morte e a distanza temporale nel loro universo di origine, senza avere idea di cosa poi possa succedere al rientro. No Way Home ha dato questa cosa per scontata, così come la stessa Sony con Morbius. Il passaggio dell’Avvoltoio da un universo all’altro non è né spiegato né plausibile viste le premesse di No Way Home. Eppure così è successo, proprio per la mancanza di poche regole chiare. Le stesse che non hanno collegato il multiverso visto in Loki a quello di Doctor Strange nel Multiverso della Follia e appunto Spider-Man No Way Home. Linee guida che ancora vacillano quando si cerca di capire la differenza tra variante temporale (i due Loki principali del MCU) e varianti del multiverso (gli Strange o i Peter Parker). Quali sono le differenze? Quelle di Kang sono varianti temporali, del multiverso o entrambe? Ecco perché Spider-Man Across the Spider-Verse funziona benissimo anche sotto questo punto di vista. Non cerca complicanze astruse o voli pindarici assurdi: poche cose fatte bene. E poche regole, fatte bene.



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Scritto da: redazione

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