Nanni Moretti è ancora ricoverato al San Camillo di Roma dopo l’infarto sopraggiunto nella serata di ieri. Il regista avrebbe dovuto presenziare al cinema Nuovo Sacher nel pomeriggio prima di declinare l’invito a causa di un non specificato problema di salute. In serata, la notizia dell’infarto che l’ha costretto al ricovero.
Secondo quanto filtrato dall’ospedale in mattinata, Nanni Moretti è ‘in condizioni stabili e di umore sereno’, come riporta l’ANSA. Si tratta del secondo infarto per il regista nel giro di pochi mesi, dopo quello dello scorso 1° ottobre, poche ore prima della presentazione del suo ultimo film da produttore, Vittoria, a Napoli.
In attesa del bollettino medico, già nella tarda serata di ieri si parlava di un ricovero in terapia intensiva dopo l’operazione e una situazione complessivamente ‘non drammatica’. Nel corso degli anni, Nanni Moretti ha dovuto far fronte a diversi problemi di salute, tra cui il linfoma di Hodgkin, che il regista stesso raccontò in Caro Diario del 1993, e un secondo tumore annunciato nel 2017 in seguito alla proiezione del corto inedito Autobiografia dell’uomo mascherato mostrato alla Festa del Cinema di Roma, nella quale racconta una seduta di radioterapia dopo aver passeggiato sul Lungotevere. Lo scorso 1° ottobre Nanni Moretti ebbe un primo infarto.
Dopo la notizia dell’infarto a Nanni Moretti, è intervenuta pubblicamente la Società italiana di cardiologia interventistica (Gise), che ha ricordato l’importanza della tempestività in casi di questo tipo:“Nella cura dell’infarto acuto, il tempo è fondamentale: il tempo è vita. Ogni minuto che passa la situazione peggiora” ha dichiarato Francesco Saia, presidente del Gise.
Saia si è complimentato con Moretti per la rapidità con la quale ha riconosciuto i segnali:“Ha riconosciuto correttamente i sintomi (dolore profondo al torace, al dorso, alle spalle, al collo e alle braccia), ha compreso la gravità della situazione, e dopo pochi minuti dall’arrivo in ospedale è stato trasportato in cardiologia interventistica, in una sala di emodinamica, per un’angioplastica coronarica”.
Il Gise ricorda che in Italia si registrano circa 120.000 infarti acuti ogni anno (11% di mortalità).
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