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Live Nation da Vasco Rossi a Bruno Mars: l’estate vale 2,1 milioni di paganti

today22 Giugno 2026 7

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«Abbiamo tre pezzi da novanta in scuderia: Vasco Rossi, Tiziano Ferro e Cesare Cremonini. L’estate 2026 porta il loro nome scritto sopra: insieme, tra date concluse e tour ancora in corso, hanno venduto qualcosa come 1,1 milioni di biglietti». A parlare è Roberto De Luca, presidente di Live Nation Italia, costola tricolore della multinazionale leader globale dell’industria dei concerti. La bella stagione, per il gruppo, è partita con tutti i crismi: «Al momento», spiega De Luca, «abbiamo visibilità fino a luglio e possiamo dire con certezza che l’estate la nostra estate vale 2,1 milioni di spettatori paganti».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il contributo del «Blasco» (11 date in corso date tra Rimini, Ferrara, Olbia, Bari, Ancora e Udine), di Ferro (12 date in corso tra Lignano, Milano, Torino, Bologna, Padova, Napoli, Roma, Ancora, Bari e Messina) e Cremonini (il cui tour si è concluso a Firenze dopo aver toccato Gorizia, Roma, Milano e Imola), ossia gli specialisti di stadi e grandi venue all’aperto, è maggioritario rispetto ai numeri complessivi del venduto «e se allarghiamo il discorso agli altri italiani che abbiamo in scuderia», da Tedua a Gabry Ponte passando per i Subsonica, «il peso dell’offerta tricolore sul totale del venduto diventa ancora più importante», commenta il direttore Marketing Marco Boraso.

«Più in generale», sottolinea De Luca, «vediamo che l’onda lunga post lockdown della domanda non frena affatto. Il pubblico continua a premiare il live in maniera significativa, quando l’offerta è di qualità. Se ai dati dell’estate sommiamo quelli della prima metà dell’anno che ci lasciamo alle spalle, il totale del venduto di Live Nation Italia sale a 2,7 milioni».

Riscontri positivi anche dai festival del gruppo. Firenze Rocks, che dal 12 al 14 luglio ha visto avvicendarsi alla Visarno Arena Lenny Kravitz, Salmo, Robbie Williams e The Cure, «quest’anno ha registrato 70mila paganti», racconta De Luca, «mentre sul versante I-Days Milano spiccano Foo Fighters e System of a Down». Se a questi ultimi sommiamo le due date di Bruno Mars e le tre di The Weeknd a San Siro, più Bad Bunny all’Ippodromo La Maura «arriviamo a quota 400mila biglietti venduti».

Il momento magico del settore si traduce anche in un rinnovato interesse da parte dei brand: Firenze Rocks, per esempio, ha avviato quest’anno una collaborazione di naming sponsorhip con Opel, mentre gli I-Days rinnovano quella con Coca Cola. «Due partnership di grande soddisfazione», spiega Boraso. «La musica è un veicolo potente per raggiungere il pubblico. Gli appassionati di un determinato genere rappresentano naturalmente un “popolo” che si riconosce in valori e passioni comuni. I brand, quando comunicano attraverso un artista, sanno già in partenza a quale pubblico stanno parlando, senza la necessità di fare indagini di mercato troppo approfondite».



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Scritto da: redazione

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