Grande successo di critica e di
pubblico per la mostra che si è conclusa a Roma a palazzo
Barberini su Bernini. La mostra, che si è chiusa il 14 giugno,
ha avuto 150.000 visitatori. Ma con la chiusura di “Bernini e i
Barberini” prosegue il programma di valorizzazione delle
Gallerie Nazionali di Arte Antica, fondato sulla collaborazione
con importanti istituzioni culturali italiane e internazionali.
Il prossimo appuntamento sarà infatti l’esposizione ‘Un Vermeer
a Palazzo Barberini. Donna in blu che legge una lettera’ (8
luglio – 11 ottobre 2026), a cura di Thomas Clement Salomon e
Paola Nicita. La mostra sarà possibile grazie allo straordinario
prestito del Rijksmuseum di Amsterdam.
E non è tutto, da marzo 2027 Palazzo Barberini presenterà
inoltre una grande mostra dedicata a Diego Velázquez e l’Italia,
terzo appuntamento del progetto triennale dedicato ai
protagonisti del panorama artistico del Seicento confermando il
ruolo del museo come punto di riferimento internazionale e
consolidando ulteriormente il dialogo del museo con i
protagonisti della storia dell’arte europea.
Proprio la mostra che si è appena conclusa ha indagato il
rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo
Barberini, suo primo e decisivo committente, eletto pontefice
nel 1623 con il nome di Urbano VIII.
“Bernini e i Barberini ha conquistato migliaia di visitatori
e un ampio consenso della critica, confermando il ruolo
centrale delle Gallerie Nazionali nel promuovere e valorizzare
le nostre collezioni, offrendo al pubblico un’occasione
straordinaria di approfondimento e conoscenza del genio
berniniano e della stagione culturale che ne favorì la
grandezza” commenta Thomas Clement Salomon, direttore delle
Gallerie Nazionali di Arte Antica, che annuncia: “La mostra si è
affermata quale uno degli eventi culturali più significativi
del 2026, un risultato che premia il lavoro di ricerca,
valorizzazione e condivisione del patrimonio culturale con il
grande pubblico.”
Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, la mostra –
realizzata in occasione del quattrocentesimo anniversario della
consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626) – ha
proposto per la prima volta una ricostruzione visiva e critica
del rapporto personale, intellettuale e politico che fu
all’origine di una delle più profonde trasformazioni della
storia dell’arte europea. Grazie al contributo dei principali
studiosi italiani e stranieri e alla collaborazione di
prestigiosi musei e collezioni private, il percorso espositivo
ha riunito opere eccezionali, molte delle quali esposte per la
prima volta in Italia.
L’interesse del pubblico è stato confermato anche dall’ampia
partecipazione alle iniziative collaterali. Oltre 1500 visite
guidate hanno consentito ai visitatori di approfondire i
contenuti della mostra con il supporto di esperti. Grande
successo hanno riscosso inoltre le visite speciali alla
Basilica di San Pietro, realizzate in collaborazione con la
Fabbrica di San Pietro in Vaticano, e quelle alla Basilica
Papale di Santa Maria Maggiore, organizzate con il relativo Polo
Museale. A completare il programma, un articolato ciclo di
incontri e appuntamenti pubblici dedicati ai temi della mostra.
Ottimi risultati anche per il catalogo, pubblicato da
Allemandi, che ha registrato la vendita di oltre 2500 copie
presso il bookshop di Palazzo Barberini.
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