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Meta brevetta l’IA che posta per voi anche dopo la morte: immortalità digitale o scenario inquietante?

today18 Febbraio 2026 14

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Immaginate questo scenario: anche dopo la morte di una persona, l’intelligenza artificiale continua a postare e commentare, mantenendo vivo il suo profilo. Sareste favorevoli, perplessi o contrari? Ebbene, Meta ha depositato un brevetto basato esattamente su quanto vi abbiamo appena descritto. Il modello IA sarebbe in grado – o almeno questo è l’intento – di continuare a pubblicare post sugli account social di una persona dopo la sua morte o dopo un’assenza prolungata. Non è tutto, perché il brevetto potrebbe consentire perfino la simulazione di videochiamate e chiamate audio.

Una novità rivoluzionaria o preoccupante?

Prima di tutto, specifichiamo che un brevetto è una semplice idea, quindi potrebbe non concretizzarsi. Di conseguenza vi suggeriamo di prendere queste informazioni con la dovuta cautela. Come anticipato, questo modello potrebbe creare una sorta di clone digitale degli utenti, simulando la loro attività online pubblicando foto e video o addirittura commenti. Non si parla solo di scenari estremi: questo modello potrebbe essere sfruttato anche qualora l’utente volesse prendersi una pausa prolungata dai social, soprattutto eventuali influencer.

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Secondo quanto riportato, l’IA potrebbe interagire con altri utenti, rispondere ai messaggi o mettere Mi piace ai post. L’LLM sarebbe addestrato in modo specifico sull’attività storica degli utenti, così da simularne l’attività in modo convincente e coerente. È importante precisare che, pur menzionando un possibile uso per persone decedute, Meta non avrebbe intenzione di sfruttare la tecnologia per chi non è più in vita. In poche parole, depositare un brevetto non significa che la tecnologia verrà necessariamente realizzata così com’è descritta; serve soprattutto a garantire all’azienda la proprietà delle nuove idee.

Dubbi e rischi

Ovviamente il brevetto ha già sollevato una serie di dubbi e preoccupazioni, soprattutto per quanto concerne la privacy e l’uso improprio dell’identità digitale. Meta sta quindi agendo con cautela, dato che un’implementazione del genere potrebbe rivelarsi molto rischiosa e comportare anche problemi legali, in alcuni casi.

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Non ci resta quindi che vedere in che modo si evolverà tutto ciò, per ora si tratta di pure ipotesi. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.





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Scritto da: redazione

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