Se avete già recuperato i nuovi film Netflix che stanno per scadere e lasciare la piattaforma di streaming on demand, vi segnaliamo un documentario tanto interessante quanto disturbante che in questi giorni sta sconvolgendo gli abbonati di tutto il mondo con la sua inquietante e folle storia vera.
Stiamo parlando del nuovo documentario Kidnapped: il caso Elizabeth Smart, disponibile in streaming su Netflix dal 21 gennaio 2026: il film ripercorre il drammatico rapimento avvenuto nel 2002, quando Elizabeth fu prelevata dalla sua camera da letto a soli 14 anni e tenuta prigioniera per nove mesi da Brian David Mitchell e Wanda Barzee.
Per la prima volta, Elizabeth racconta la vicenda con le proprie parole, integrando la narrazione con materiali d’archivio mai visti prima e interviste esclusive ai familiari, tra cui la sorella Mary Katherine e il padre Ed. Smart ha dichiarato di aver partecipato al progetto per “riappropriarsi della propria storia” e offrire un messaggio di speranza e resilienza ad altri sopravvissuti che potrebbero aver subito un’esperienza simile.
La donna ha raccontato a Tudum di aver deciso di iniziare a parlare pubblicamente della sua esperienza per aggiungere più contesto ai dettagli crudi della sua testimonianza in tribunale e, soprattutto, per rivendicare il controllo sulla sua storia: “Se tutto questo doveva comunque essere reso pubblico, volevo che avesse un significato… doveva avere uno scopo“, ha affermato. “Sono stati proprio il processo e il desiderio di potermi appropriare della mia storia che mi hanno davvero aiutato a decidere di condividerla“.
Spera anche di poter fungere da modello di resilienza e recupero per altre persone che sono state vittime di casi simili, incoraggiando l’empatia per loro e per i loro cari. “Quando ho iniziato a condividere la mia storia, sempre più vittime mi hanno raccontato le loro. E ho iniziato a capire l’importanza delle storie“, ha racconta Elizabeth a Krista Smith in un podcast del programma Skip Intro. “Questa è stata un’opportunità per raggiungere altre vittime e far loro sapere che non sono sole, che non hanno nulla di cui vergognarsi, che questo è purtroppo un problema così comune in questo mondo che non devono provare la vergogna e l’imbarazzo che so che provano, non devono.“
Elizabeth ha detto a TUDUM: “Spero anche che sia di conforto sapere che ci sono dei finali felici e che anche dopo che accadono cose terribili, si può ancora avere una vita meravigliosa“.
Nel documentario compaiono la sorella minore di Elizabeth, Mary Katherine (che ha assistito al rapimento ed è stata fondamentale per il suo salvataggio), suo padre Ed Smart e altri membri della famiglia, come gli zii Dave e Tom Smart, oltre a persone coinvolte nel caso, tra cui detective, giornalisti e residenti dello Stato dello Utah che hanno incontrato Elizabeth travestita durante la sua prigionia. Altri membri della famiglia di Elizabeth, tra cui sua madre, Lois Smart, hanno rifiutato di essere intervistati. Su questo, Elizabeth ha affermato: “Alcuni membri della mia famiglia vogliono lasciare le cose nel passato. E personalmente, per me va bene. Voglio rispettare la loro volontà“.
Il documentario è diretto da Benedict Sanderson, con Claire Goodlass, Sophie Jones e Morgan Matthews come produttori esecutivi e Gabby Alexander come produttrice. Da notare anche che sulla piattaforma è presente il film drammatico del 2003, The Elizabeth Smart Story, che offre una ricostruzione romanzata degli eventi dell’epoca: il film per la televisione, realizzato da CBS, è diretto da Bobby Roth e interpretato da Dylan Baker, Lindsay Frost, Amber Marshall, Hannah Lochner, Tyler Kyte, Tom Everett e Hollis McLaren.
Per altre novità, vi segnaliamo che HBO ha annunciato The Chain, una nuova mini-serie thriller creata da Damon Lindelof, che torna ad essere showrunner in solitaria di un progetto del famoso network per la prima volta dai tempi della pluripremiata serie tv Watchmen.
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