Il cinema, nonostante le difficoltà attraversate dopo la pandemia, è tutt’altro che morto. Gli ultimi anni hanno mostrato segnali di ripresa e una produzione di qualità sempre più solida, ma per molti appassionati resta una sensazione diffusa: nessun periodo recente è riuscito davvero a eguagliare due annate considerate ormai leggendarie.
Nonostante ottimi anni come il 2019, capace di regalarci perle come Parasite e Diamanti Grezzi, il confronto con il 1999, ad esempio, resta impietoso. Si tratta dell’anno in cui arrivarono al cinema film che avrebbero cambiato il linguaggio cinematografico e segnato per sempre l’immaginario collettivo: Matrix, Fight Club, American Beauty, Eyes Wide Shut, Magnolia, Il Sesto Senso, Essere John Malkovich e molti altri. Un’esplosione creativa che coinvolse autori, generi e pubblico, tanto da influenzare profondamente il cinema del nuovo millennio (volendo estendere il discorso al piccolo schermo ci sarebbe da menzionare anche I Soprano).
A poter competere seriamente con il 1999 è, probabilmente, un altro anno soltanto: il 2007. Un’annata straordinaria, capace di sfornare capolavori come Non è un Paese per Vecchi, Il Petroliere, Zodiac, Michael Clayton, Ratatouille, Juno e Into the Wild; registi come Paul Thomas Anderson, i fratelli Coen e David Fincher firmarono alcune delle opere più celebrate delle loro carriere, dando vita ad alcune delle pagine più belle della storia recente del cinema. Annate irripetibili? Noi speriamo vivamente di no! Per una botta di pessimismo definitiva, comunque, qui trovate il nostro approfondimento sui peggiori film del 2025.
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