Il finale di Sleepers è ambientato nel 1981, quando, molti anni dopo gli abusi subiti al riformatorio di Wilkinson, John e Tommy, ormai uomini segnati da droga e violenza, riconoscono l’ex guardia Sean Nokes in un locale. Senza più timore né freni, lo affrontano e lo uccidono davanti a diversi testimoni.
La notizia arriva a Michael, ora sostituto procuratore. L’uomo capisce subito che quella è l’occasione per fare ciò che nessuno fece per loro da ragazzi: raccontare la verità. Facendosi assegnare il caso, orchestra in segreto un piano impossibile: difendere gli assassini durante un processo che lui stesso conduce. Grazie all’appoggio silenzioso di Shakes, diventato giornalista, e all’influenza di King Benny, Michael costruisce un impianto accusatorio volutamente fallace, pronto a crollare al momento giusto.
Il punto cruciale arriva quando il mite Ralph Ferguson, chiamato come testimone, cede alla pressione del controinterrogatorio e confessa gli abusi sistematici commessi da lui, da Nokes e dagli altri sorveglianti. È il primo tassello che incrina la credibilità del morto. L’altro, decisivo, è l’alibi. Padre Bobby, inizialmente restio a mentire sotto giuramento, dopo aver saputo la verità su ciò che i ragazzi subirono, accetta di testimoniare che John e Tommy erano con lui a una partita dei Knicks. L’aula lo crede. La giuria assolve.
Mentre le altre guardie vengono travolte dagli eventi, i quattro amici si ritrovano per un’ultima volta in un bar. È una vittoria amara: hanno ottenuto giustizia, ma la loro vita non tornerà mai com’era. Shakes continuerà a Hell’s Kitchen, Michael fuggirà dall’America, Carol avrà un figlio che porta i loro nomi, mentre John e Tommy moriranno entrambi giovani, ognuno vittima di un destino che non ha mai smesso di inseguirli.
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