
Sean Gunn è certamente meno noto al grande pubblico rispetto a suo fratello James, che ha in mano tutt’ora il futuro dell’universo cinematografico DC. Tuttavia per chi non se ne fosse accorto Sean ha partecipato a numerosi film e serie in ruoli abbastanza rilevanti, come quello di Kraglin in Guardiani della Galassia.
Tutt’ora anche lui è impegnato, come praticamente qualsiasi attore americano, che sia dedito a ruoli minori o una grande star del cinema, nel recente sciopero che ha letteralmente messo in ginocchio l’industria hollywoodiana come non accadeva da decenni.
Proprio durante una di queste manifestazioni di protesta, l’attore è stato intervistato da The Hollywood Reporter, rivelando di essere sceso in campo appositamente per protestate contro Netflix. “Sono stato in Una Mamma per Amica, ed ha portato molti profitti alla piattaforma. Viene tutt’ora trasmesso ma io non vedo mai nessuna entrata“. Poi però la suddetta intervista è stata rimossa.
L’attore è intervenuto con un video su Twitter per commentare l’accaduto, che potete trovare in calce alla notizia.
Sean Gunn si è così espresso: “Ho pensato di fare questo video per chiarire le cose. Ieri sono stato intervistato da The Hollywood Reporter a proposito di Netflix, ma a quanto pare non gli è piaciuta visto che sembra che i miei contributi non debbano essere pagati dalla piattaforma ma dalla società di produzione, la Warner Bros. Ok. prima di tutto non è di essere pagato che mi importa, il punto importante era far capire che Netflix non paga i contributi agli attori, quindi non condividono il successo dello show con chi vi ha lavorato“.
Voi cosa ne pensate? In attesa di sapere come andrà a finire, ecco le ragioni dietro lo sciopero degli attori. Oltretutto, avete letto la violenta reazione di Ron Perlman contro un dirigente degli Studios?
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