Viaggi e Turismo

Un’altra Umbria in bici tra natura, borghi e un micro-stato durato quattro secoli – Itinerari

today7 Giugno 2026 9

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(di Luciano Fioramonti)
Pedalare costeggiando il Tevere
tra alberi, campi coltivati e piste sterrate, lungo sentieri e
strade secondarie che toccano castelli e siti archeologici,
scoprire borghi ricchi di storia, arte e mete golose. Un’ altra
Umbria si svela a chi sceglie di muoversi in modo tranquillo
immersi nel paesaggio alla ricerca di un contatto diverso con i
luoghi e le persone. Punta sui viaggi in bicicletta di chi è
abituato a faticare e sulla più democratica e-bike che consente
anche ai pigri o fuori forma di andare lontano l’ attenzione
delle istituzioni regionali per creare nuova economia e
promuovere le zone lontane dalle rotte classiche e
sovraffollate. Gli scenari di un settore che in Italia nel 2025,
secondo il rapporto Isnart, ha contato 49 milioni di presenze
per un impatto economico di 6,4 miliardi sono stati discussi nel
forum ”Il futuro del turismo lento” promosso dalla Regione con
Camera di Commercio, Sviluppumbria, Sport e Salute e Green Road
Award che ha riunito a Perugia tour operator, esperti e biker
professionisti. E’ stata l’ occasione per fare i conti anche con
l’ intelligenza artificiale che cambia la scena – basta un click
per il piano perfetto di una vacanza con alberghi, ristoranti,
costi, luoghi da vedere e perfino il piano b in caso di maltempo
– e apre la strada a nuovi mestieri legati a logistica,
accoglienza e assistenza, dal trasporto dei bagagli alla
custodia delle bici. Anche la motivazione del viaggiatore è
cambiata: la prestazione muscolare lascia spazio alla pedalata
meno impegnativa, meglio se assistita, per prendersi una pausa,
gustare il silenzio e e condividere con gli altri lo stesso
piacere con un occhio alla qualità. ”La bicicletta è il nuovo
golf, il mezzo ideale per sfuggire all’ overtourism”, ha
chiarito Silvia Livoni, Bike Destination Specialist
”Il cicloturismo ti porta in posti dove l’ alta velocità
non arriva e consente a molti giovani di creare opportunità in
luoghi fruiti in modo gentile dai viaggiatori – ha detto all’
ANSA Ludovica Casellati, creatrice del Green Road Award, che che
da 11 anni premia ogni estate le migliori ciclovie italiane -.

   
Si parte da un albergo, si va a visitare un’ azienda per
conoscere tutti i prodotti identitari del territorio, i luoghi
nascosti, i siti culturali”.

   
L’ Altra Valle del Tevere è un esempio lampante di questo
modo di muoversi. Nei pressi del comune di San Giustino si
scoprono i resti della megavilla di Plinio il Giovane, il
cronista dell’ eruzione su Pompei, e la storia sconosciuta della
Repubblica di Cospaia, un lembo di terra di 350 ettari
autogestito dagli abitanti per quasi quattro secoli. Tutto
nacque dall’ errore cartografico dei tecnici dello Stato della
Chiesa e del Granducato di Toscana: dovendo tracciare la nuova
linea di confine si erano dati come riferimento un piccolo fiume
ignorando che ce n’ era un altro con lo stesso nome che correva
quasi parallelo prima di ricongiungersi. La zona compresa tra i
due corsi d’ acqua dal 1441 divenne terra di nessuno e i nativi
fecero presto a trasformarla in un micro-stato indipendente
senza esercito, leggi, moneta, dazi, tribunali e carceri, dove a
decidere erano i capi falmiglia. Qui fiorì la prima coltivazione
di tabacco in Italia che portò enorme ricchezza e tanti
contrabbandieri. Il sogno finì nel 1826 quando il territorio di
Cospaia venne diviso tra il comune di San Giustino, di cui oggi
è frazione, e Sansepolcro. Lungo il percorso merita una sosta il
Castello Bufalini, oggi bel museo interessato da importanti
restauri, che conserva un archivio dettagliatissimo. Tra le
carte è stata trovata anche la nota sui due cipressi messi a
dimora nel novembre 1694 all’ ingresso del labirinto nel
giardino dove tuttora si stagliano. Ancora pochi chilometri di
pedalate ed ecco Città di Castello con gli ex seccatoi del
tabacco che accolgono i lavori monumentali e l’ opera grafica di
Alberto Burri nell’ allestimento voluto dall’ artista. Altri
itinerari lungo il Lago Trasimeno portano a Panicale, un dedalo
medioevale di vicoli dove ha sede il delizioso Teatro Cesare
Caporali, tra i più piccoli d’ Italia, e il Museo del Tulle.

   
Poco lontano dal centro storico, nella chiesa di San Sebastiano
spicca il meraviglioso affresco del Perugino datato 1505 sul
martirio del santo.

   
”Per stare al passo con gli altri Paesi europei dobbiamo
crederci di più e davvero. Le infrastrutture si creano. In
Umbria si sono appena celebrati i cento anni della
Spoleto-Norcia, la ex ferrovia riconvertita in una bellissima
ciclabile” rimarca Casellati. L’ assessorato regionale al
turismo ha previsto oltre 7 milioni di euro per creare altri
percorsi cicloturistici e il nuovo portale Bike in Umbria offre
la mappatura di oltre 60 itinerari e tutte le informazioni.

   
”Anche questa regione dimostra che in ogni zona d’ Italia c’ è
qualcosa da raccontare – dice Pietro Franzese, giovane
ciclonfluenzer e documentarista brianzolo che macina in
solitaria 10/15 mila chilometri ogni anno in tragitti
avventurosi in tutto il mondo -. Più usciamo dalle città e più
troviamo un modo di vivere diverso, silenzioso e tranquillo che
aiuta a staccare. Anche se sei lontano qui ti senti a casa,
accolto e coccolato. Mi piacerebbe, però, vedere più cartelli e
informazioni per chi va in bicicletta. Siamo un po’ indietro ma
basta poco, coinvolgendo chi davvero ama pedalare e sa di che
cosa parliamo”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



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Scritto da: redazione

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