Nel raccontare il cinema italiano degli ultimi decenni, il nome di Carlo Verdone emerge con naturalezza, spesso associato alla commedia più popolare, ma anche sofisticata in alcuni elementi. Eppure, dentro una filmografia ampia e stratificata, esiste una parte meno celebrata, fatta di opere più intime, malinconiche e persino spiazzanti, che meritano di essere recuperate.
Al lupo al lupo (1992)
Tra i titoli meno citati ma più significativi della sua carriera, Al lupo al lupo rappresenta uno dei momenti in cui Verdone abbandona quasi del tutto la comicità tradizionale per muoversi in un territorio più riflessivo e disilluso. Accanto a Francesca Neri e Sergio Rubini, costruisce il ritratto di tre fratelli incapaci di comunicare davvero tra loro, costretti a riunirsi per cercare un padre scomparso.Il viaggio che ne nasce non è soltanto alla ricerca del genitore scomparso, ma anche un percorso che mette a nudo fragilità, incomprensioni e solitudini accumulate nel tempo.
Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992)
Con Maledetto il giorno che t’ho incontrato, Verdone torna a un registro più riconoscibile ma lo piega, costruendo una storia d’amore imperfetta, segnata da nevrosi, insicurezze e dipendenze emotive. Al suo fianco, una straordinaria Margherita Buy, capace di dare vita a un personaggio fragile e imprevedibile. La vicenda segue l’incontro tra uno scrittore ossessivo, ipocondriaco e un’attrice instabile, uniti da un percorso terapeutico comune e da un’irrequietezza che li avvicina quanto li destabilizza. Sullo sfondo, la passione per la musica iventa parte integrante del racconto, contribuendo a creare un’atmosfera unica.
Perdiamoci di vista (1994)
Meno citato rispetto ad altri titoli ma forse tra i più coraggiosi, Perdiamoci di vista affronta un tema delicato come la disabilità con uno sguardo lontano dai cliché, con Carlo Verdone interpreta un conduttore televisivo cinico e opportunista, la cui vita cambia dopo l’incontro con una giovane donna costretta su una sedia a rotelle, interpretata da Asia Argento. Il rapporto che si sviluppa tra i due evita qualsiasi forma di pietismo, scegliendo invece una strada più scomoda ma autentica, fatta di incomprensioni, tentativi falliti e una progressiva presa di coscienza. Il film mette in discussione non solo il modo in cui la società guarda alla disabilità, ma anche il ruolo dei media e la superficialità con cui spesso trattano certe tematiche.
Harry Potter Collection (Standard Edition) (8 Dvd) è uno dei più venduti oggi su 
