Questa settimana è arrivato al cinema il nuovo acclamato film sci-fi Project Hail Mary, ritorno alla regia in live-action per i registi Phil Lord e Chris Miller: si tratta di un adattamento del romanzo di Andy Weir, autore di The Martian, e vede Ryan Gosling in un’epica avventura fra le stelle.
Similmente a The Martian di Ridley Scott – entrambi i film, tratti dai romanzi di Weir, sono stati adattati per il grande schermo dallo sceneggiatore Drew Goddard – anche Project Hail Mary rimane molto fedele al libro originale, quindi se lo avete letto saprete cosa aspettarvi dal finale commovente e potente che lascia allo spettatore molti spunti di riflessione. Tuttavia, se volete rimanere all’oscuro di tutto prima di entrare in sala, vi consigliamo di interrompere qui la lettura perché l’articolo ovviamente contiene spoiler sul finale di Project Hail Mary.
Ora, analizzeremo nel dettaglio come si conclude la storia e cosa significa per i due protagonisti…
Nel film, il dottor Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling, ha il compito di trovare un modo per fermare un’infestazione di cellule aliene dette Astrofagi che stanno divorando il sole della Terra, causando un raffreddamento catastrofico del pianeta che porterà alla fine della civiltà entro i successivi 30 anni. Durante il suo viaggio nello spazio, Grace incontra un alieno che soprannomina Rocky, il cui pianeta natale nel sistema Eridani si trova ad affrontare la stessa crisi apocalittica. L’improbabile coppia unisce le forze per trovare una soluzione, ma soprattutto stringe un profondo legame d’amicizia che li legherà per sempre.
Dopo mille (e spesso divertenti) difficoltà, tra cui imparare a comunicare o capire come condividere lo stesso spazio nella stessa astronave nonostante sopravvivano in due atmosfere diverse, Ryland e Rocky scoprono la Taumoeba, un organismo predatore che controlla naturalmente le popolazioni di Astrofagi uccidendole con facilità per cibarsene. Capiscono che, sviluppano metodi per coltivare più Taumebe, possono riportarle sui rispettivi pianeti e liberarle così da neutralizzare per sempre gli Astrofagi.
Una volta raggiunto il risultato desiderato, Ryland e Rocky si salutano per sempre in una scena ricca di commozione, e partono alla volta dei rispettivi mondi per mettere in atto la soluzione. Durante il viaggio di ritorno, però, Grace si rende conto di una verità devastante: le Taumoebe probabilmente consumeranno il carburante della nave di Rocky, condannando lui e l’intera popolazione di Eridani a una lenta morte. A questo punto, Grace si trova di fronte a una scelta cruciale: tornare sulla Terra o deviare la rotta per salvare Rocky, sapendo però che a quel punto il carburante non basterà per farlo tornare sul nostro pianeta.
Ricordandosi di essere stato egoista e codardo sulla Terra, quando si rifiutò di partire per la missione e venne fisicamente costretto a farlo, grazie a quel viaggio e soprattutto all’amicizia di Rocky oggi Grace ha trovato uno scopo nella vita e decide quindi di sacrificarsi: spediti i campioni di Taumebe sulla Terra tramite delle sonde, il protagonista inverte la rotta e corre a salvare l’amico alieno.
Alla fine, quindi, Grace e Rocky si riuniscono e nel finale di Project Hail Mary il protagonista vive in pace su Erid, il pianeta del suo amico: qui gli Eridiani hanno costruito per lui una biocupola su misura replicando le condizioni terrestri, e Rocky racconta all’amico che stanno sviluppando una tecnologia in grado di riportarlo fino alla Terra. Grace però non è sicuro di voler partire e, con grande gioia di Rocky, sembra più interessato a rimanere.
Negli ultimi istanti del film, vediamo che le Taumebe sono arrivate sulla Terra – già quasi interamente ricoperta di ghiaccio – e quindi col suo sacrificio Grace ha salvato due mondi: viene ricompensato facendo quello che ama di più, dato che oggi è tornato a fare l’insegnante…stavolta però non di bambini umani, ma di una classe di baby eridiani.
Durante una recente intervista con IndieWire, lo scrittore Drew Goddard ha confermato che lui, Lord e Miller hanno dovuto lottare per mantenere il finale del romanzo: “Ho imparato che ogni volta che si fa qualcosa di audace o diverso, le persone si oppongono“, ha spiegato. “C’è una componente umana in ciò che facciamo che ci fa sentire rassicurati se qualcosa è già stato fatto. Quindi, ogni volta che qualcosa è diverso e si corre un rischio, la reazione iniziale è: ‘No, no, no, no, non fatelo, sembra strano. È troppo nuovo. Non lo capisco. Invece noi volevamo esattamente il finale del libro, che è meraviglioso’“, ha concluso Goddard.
Per altri contenuti vi segnaliamo che Lord e Miller potrebbero fare anche il film di Artemis, il secondo romanzo di Andy Weir pubblicato nel 2019 dopo The Martian e prima di Project Hail Mary.
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