Il cinema ha da sempre la capacità di farci viaggiare senza muoverci dalla poltrona. Ma prima dell’era della CGI, ogni luogo fantastico doveva nascere dalle mani dei creativi. Ed è proprio questo lavoro artigianale che ha dato vita ad alcuni dei set più memorabili della storia del cinema.
Luoghi che sembrano reali, eppure sono frutto della fantasia:
Prendiamo “Moulin Rouge!” di Baz Luhrmann. Nel cuore di Parigi, nel 1899, il regista costruì un teatro talmente elaborato da sembrare un personaggio a sé stante. Ogni dettaglio, dai lampadari scintillanti ai costumi sgargianti, racconta qualcosa della città e dei suoi abitanti. Una delle scene più iconiche vede Christian e Satine danzare sopra un gigantesco elefante costruito a grandezza naturale, con una stanza a forma di cuore al centro; un gesto di esagerazione che diventa poesia visiva, perfettamente in sintonia con il ritmo del film.
Nel regno della fantascienza, “Alien” di Ridley Scott (scopri quali sono i 10 migliori film di questo regista) ha cambiato per sempre il modo in cui immaginiamo lo spazio. L’astronave e il relitto alieno, progettati da H.R. Giger, trasmettono un senso di mistero e terrore che va oltre la semplice paura.
Poi c’è il cinema muto, con la sua precisione ingegnosa. Fritz Lang in “Metropolis” costruì una città futuristica usando miniature e specchi, creando l’illusione di enormi edifici abitati dai personaggi. Il risultato è una città che sembra viva, una vera e propria protagonista della storia, capace di raccontare divisioni sociali e tensioni senza pronunciare una parola.
Anche i set apparentemente “contenuti” possono sorprendere. Alfred Hitchcock in “La finestra sul cortile” ricreò un intero quartiere all’interno di uno studio, con trentuno appartamenti dettagliati e un sistema di luci e movimenti così complesso da far credere allo spettatore di guardare una vera comunità. La suspense non nasce solo dalla storia, ma da ogni dettaglio che l’occhio può cogliere. Il set diventa strumento narrativo, quasi un personaggio silenzioso.
Impossibile non citare la magia di “Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello” (scopri altri film fantasy invecchiati meravigliosamente) di Peter Jackson. Hobbiton fu costruita in Nuova Zelanda con una cura incredibile per i dettagli: colline, prati, case a seminterrato perfettamente integrate nel paesaggio. Ogni scorcio, ogni finestra e ogni porta non è mai lasciata al caso; parlano del ritmo quotidiano degli abitanti, delle loro abitudini. Tutto concorre a rendere il mondo completamente credibile, capace di farci sentire davvero immersi in un luogo che esiste oltre lo schermo, come se la storia continuasse anche quando le telecamere smettono di girare.
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