Un’ossessione nata sul grande schermo e degenerata nella vita reale. Un fan della saga di James Bond ha ammesso di aver perseguitato la storica produttrice del franchise, Barbara Broccoli, perché incapace di accettare il destino del celebre agente segreto nell’ultimo film della serie.
Protagonista della vicenda è Daniel Wilson, che secondo quanto riportato dal Daily Mail ha confessato di aver violato ripetutamente un ordine restrittivo emesso nel 2017. L’uomo è attualmente detenuto in base al Mental Health Act e si è presentato in tribunale accompagnato dalla madre. A suo carico pendono undici capi d’imputazione per aver contattato la produttrice in tredici occasioni tra il 2022 e il 2025.
L’origine della sua ossessione sarebbe legata al finale di No Time to Die, l’ultimo capitolo della saga interpretato da Daniel Craig nei panni dell’agente 007. Durante un’udienza dello scorso anno, Wilson aveva urlato in aula una frase che riassume la sua rabbia del tutto irrazionale: “James Bond non può essere morto”. In uno dei numerosi messaggi vocali minacciosi inviati alla produttrice, l’uomo avrebbe accusato Broccoli di aver “rovinato Bond”, aggiungendo che avrebbe “pagato” per quella scelta narrativa.
Dopo l’ammissione di colpa, il giudice Christopher Hehir ha comunicato che Wilson potrebbe affrontare una pena detentiva oppure il ricovero in una struttura ospedaliera, decisione che verrà presa in una prossima udienza la cui data non è stata ancora fissata.
Nosferatu è uno dei più venduti oggi su 
.