Dopo settimane di indiscrezioni e tensioni dietro le quinte, arriva la prima presa di posizione ufficiale di Netflix sulla mancata acquisizione di Warner Bros. Discovery. A parlare è stato il co-CEO della piattaforma, Ted Sarandos, in un’intervista concessa a Lucas Shaw per Bloomberg.
Sarandos non ha usato mezzi termini nel commentare la vittoria di Paramount Global nella corsa all’acquisizione. Quando Shaw ha parlato di un “acquirente insolito”, il manager ha risposto: “Insolito, sì. Insolito, irrazionale, qualunque parola vogliate usare. Sarà affascinante vedere quali saranno i prossimi passi. Nelle ultime due settimane ho parlato molto di come immagino il futuro. Sono fiducioso che non saremo danneggiati da tutto questo. Anzi, potrebbe persino essere un vantaggio per noi. Ma spero di sbagliarmi, per il bene dell’industria“.
Nel corso dell’intervista, Sarandos ha anche affrontato il tema delle presunte pressioni politiche legate al presidente Donald Trump e del possibile impatto sugli azionisti di Warner Bros. Discovery: “Fare rumore costa molto meno che rilanciare davvero un’offerta, Hanno tentato prima quella strada. Quando è stato chiaro che non eravamo interessati al business di CNN, la questione è diventata molto meno interessante. Non gli importava poi così tanto del nostro accordo“.
Il CEO ha quindi spiegato la decisione di ritirare la propria offerta: “Avevamo un margine molto preciso su quanto eravamo disposti a pagare e abbiamo fatto quell’offerta quando abbiamo chiuso l’accordo. Non ci siamo mossi molto da lì, se non passando a un’offerta in contanti per velocizzare il processo. Sono soddisfatto di come siamo entrati e di come siamo usciti. Quando giovedì abbiamo ricevuto la notifica di un’offerta superiore e i dettagli dell’intesa, abbiamo capito immediatamente cosa fare“.
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