Cereali, legumi e una grande varietà di carboidrati e alimenti fermentati: era questa la dieta seguita, durante l‘Età del ferro, dagli antichi abitanti di Pontecagnano (Salerno) tra VII e VI secolo a.C. E’ stato possibile ricostruirla grazie alla ricerca pubblicata sulla rivista Plos One e basata sull’analisi dei denti di 10 individui eseguita dal gruppo dell’Università Sapienza di Roma guidato da Roberto Germano e Alessia Nava, con Emanuela Cristiani. Alla ricerca hanno inoltre partecipato le Università di Bologna e Salerno e il Museo delle Civiltà di Roma
I denti antichi possono essere delle vere e proprie miniere di informazioni per ricostruire alcuni aspetti della vita in epoche antiche perché nel tartaro possono rimanere intrappolate microparticelle che possono dare dettagli sull’alimentazione. Analizzando lo sviluppo dei denti, inoltre, è possibile desumere traumi o patologie.
“I denti degli abitanti dell’età del Ferro di Pontecagnano hanno aperto una finestra unica sulle loro vite”, ha detto Germano. “Abbiamo potuto seguire la crescita e la salute infantile con notevole precisione e identificare tracce di cereali, legumi e alimenti fermentati in età adulta, rivelando come questa comunità si sia adattata alle sfide ambientali e sociali“.
Le analisi si riferiscono a ben 30 denti di 10 individui vissuti oltre 2.500 anni fa, quando nel sud dell’Italia erano presenti anche colonie di popolazioni greche e gli scambi commerciali e culturali con altre popolazioni del Mediterraneo erano piuttosto frequenti. “Nel caso di Pontecagnano – ha osservato Cristiani – l’analisi del tartaro dentale ha rivelato granuli di amido di cereali e legumi, spore di lievito e fibre vegetali, fornendo un quadro molto concreto della dieta e di alcune attività quotidiane di queste comunità dell’Età del Ferro, e offrendo una solida prova del consumo regolare di cibi e bevande fermentati”.
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