Gli anni ’80 sono stati un’epoca irripetibile per il cinema, un decennio in cui il grande schermo ha dato vita a icone, eccessi e film destinati a diventare cult. Tra tutti i generi, però, ce n’è uno che più di ogni altro ha vissuto un vero periodo d’oro: l’action. Un cinema fisico, sporco, rumoroso, fatto di inseguimenti, scontri, Ecco cinque film che, in modi molto diversi tra loro, hanno contribuito a definire action negli anni ’80.
Vivere e morire a Los Angeles (1985)
Sulla carta, Vivere e morire a Los Angeles ha tutti gli elementi del classico action anni ’80: poliziotti ossessionati dal lavoro, criminali carismatici, inseguimenti mozzafiato e una colonna sonora synth firmata Wang Chung. Ma ciò che rende il film di William Friedkin davvero unico è quanto poco sembri interessato a seguire le regole.L’agente dei servizi segreti Richard Chance (William Petersen) è un protagonista impulsivo, arrogante, quasi autodistruttivo. Non cerca giustizia, ma vendetta, e questa distinzione è fondamentale. Il suo antagonista, il falsario Rick Masters interpretato da un magnetico Willem Dafoe, non è un semplice villain: è un artista criminale, orgoglioso del proprio lavoro, quasi più umano del protagonista stesso.Il celebre inseguimento contromano resta uno dei momenti più folli e iconici del cinema d’azione, ma è il nichilismo di fondo a rendere il film memorabile.
I guerrieri della palude silenziosa (1981)
C’è un solo colore dominante in I guerrieri della palude silenziosa: il verde oliva. Il verde della giungla, del fango, delle uniformi della Guardia Nazionale. È un film che ti soffoca lentamente, proprio come il bayou della Louisiana in cui è ambientato. Un’esercitazione militare va storta quando alcuni soldati, per arroganza e superficialità, provocano un gruppo di cacciatori cajun. Da quel momento, l’addestramento si trasforma in una caccia all’uomo disperata. Nessuno è davvero preparato, nessuno è un vero eroe. Walter Hill costruisce un action atipico, privo di catarsi, dove ogni atto di violenza è inutile e ogni tentativo di affermare il controllo peggiora la situazione. La fotografia di Andrew Laszlo e la colonna sonora malinconica di Ry Cooder trasformano il film in un incubo umido e senza uscita.
Police Story 2 (1988)
Dopo aver capito che Hollywood non sapeva davvero valorizzarlo, Jackie Chan decise di fare tutto da solo. E Police Story fu una dichiarazione di intenti., invece Police Story 2 non ha l’impatto rivoluzionario del primo, ma resta un tassello fondamentale dell’action anni ‘80.Il film cerca di fare due cose contemporaneamente: raccontare una storia di vendetta personale e trasformarsi in una folle corsa contro terroristi dinamitardi. La struttura è imperfetta e il ritmo a tratti soffre, ma Jackie Chan compensa tutto con il corpo, come sempre.Il finale, ambientato in un centro commerciale, è un’esplosione di caos controllato e stunt folli.
L’ultimo Dragone (1985)
L’ultimo Dragone è uno di quei film che potrebbero esistere solo negli anni ’80, è un mix improbabile di arti marziali, cultura hip-hop, musical, fumetto e blaxploitation. Bruce Leroy è un giovane artista marziale in cerca dell’illuminazione finale. A ostacolarlo c’è lo Shogun di Harlem, uno dei villain più assurdi e iconici del decennio. Il tono è costantemente sopra le righe, ma mai per caso. Prodotto da Berry Gordy e diretto come un cartone animato dal vivo, The Last Dragon è diventato col tempo un cult assoluto.
Tuono Blu (1983)
Tuono Blu inizia con un avvertimento inquietante : tutto ciò che vedrete è reale. Armi, sorveglianza, tecnologia. E da lì parte uno degli action più politicamente scomodi del decennio dove seguiamo Roy Scheider interpreta Frank Murphy, veterano del Vietnam scelto per testare un elicottero ultra-tecnologico pensato per il controllo urbano. Quello che inizialmente sembra un avanzamento tecnologico si rivela presto un incubo distopico: uno strumento perfetto per la sorveglianza totale e la repressione.Diretto da John Badham e scritto da Dan O’Bannon, Blue Thunder è più vicino a un thriller cospirazionista anni ’70 che a un classico action ottantiano. Nonostante modellini, HUD primitivi e combattimenti aerei spettacolari, il cuore del film è una critica feroce allo stato di polizia, che risulta molto attuale nella nostra società.
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