La scomparsa di Catherine O’Hara ha lasciato un vuoto profondo nel cuore di fan, colleghi e addetti ai lavori. In queste ore, numerose star hanno voluto renderle omaggio, esprimendo cordoglio e rispetto non solo per l’attrice straordinaria che è stata, ma anche per la persona, ricordando una carriera costellata di pellicole e interpretazioni indimenticabili.
Proprio per celebrarne la memoria, emerge una curiosità legata a uno dei film più iconici a cui ha preso parte, Beetlejuice, un progetto che O’Hara stava sorprendentemente per rifiutare per una ragione tanto insolita quanto esilarante.
Ci sono ruoli che sembrano scritti per un interprete, e poi ci sono interpretazioni che finiscono per definire un personaggio per sempre. Catherine O’Hara nei panni dell’eccentrica artista e matrigna Delia Deetz appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Oggi risulta difficile, se non impossibile, immaginare qualcun altro nel ruolo di Delia, donna egocentrica, sicura di sé e inizialmente insopportabile sia per la figliastra Lydia, interpretata da Winona Ryder, sia per gli sfortunati ex proprietari della casa, i fantasmi Adam e Barbara Maitland, portati sullo schermo da Alec Baldwin e Geena Davis. Eppure, sotto quella superficie arrogante e sopra le righe, Delia si rivela gradualmente una figura più complessa, un’artista determinata e passionale che semplicemente non ha mai imparato davvero cosa significhi essere una madre.
A rendere il tutto ancora più curioso è il fatto che Catherine O’Hara sia stata a un passo dal rinunciare a Beetlejuice per un motivo decisamente bizzarro. L’attrice, infatti, non riusciva a trattenere le risate ogni volta che sentiva pronunciare il nome del personaggio principale. In un profilo pubblicato dal Globe and Mail, O’Hara raccontò di aver quasi rifiutato il ruolo di Delia perché continuava a immaginare, in maniera del tutto involontaria, l’attore Ned Beatty, noto per Superman: The Movie e Network, come protagonista del film. Nella sua mente, il titolo si trasformava inevitabilmente in un improbabile “Beattyjuice”, rendendo difficile prendere il progetto sul serio. Fortunatamente, quell’esitazione venne superata, perché un Beetlejuice privo del contributo di Catherine O’Hara sarebbe stato un film molto diverso da quello che conosciamo.
Pur sottolineando di non avere assolutamente nulla contro Ned Beatty, quella singolare associazione fu sufficiente, almeno inizialmente, a farla allontanare dal progetto quando il produttore David Geffen le propose per la prima volta di parteciparvi. Come raccontò in un’intervista a Parade Magazine nel 2024, le venne chiesto di volare da Toronto a Los Angeles per incontrare Tim Burton, ma una serie di contrattempi la portarono addirittura a finire sul set sbagliato all’interno degli studi Warner Bros., facendole perdere completamente l’incontro con il regista. Nonostante tutto, O’Hara venne comunque scelta per il ruolo di Delia, una decisione di cui il cinema e il pubblico hanno beneficiato enormemente.
Il sequel diretto da Tim Burton nel 2024, Beetlejuice Beetlejuice, ha infine dato al pubblico l’occasione di ritrovare Delia in una fase più matura del suo percorso come matrigna, pur mantenendo intatta la sua natura stravagante e fuori dagli schemi, fino a regalarle una conclusione perfettamente coerente con il suo spirito eccentrico. Catherine O’Hara, del resto, era un talento raro e irripetibile, e il suo contributo a Beetlejuice è stato determinante nel trasformare il film in un classico della commedia. Un ruolo iconico, tra i tanti, che resta uno dei modi più significativi per ricordare un’attrice capace di lasciare un segno indelebile.
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