Portare al cinema una saga come quella di Harry Potter significa fare scelte drastiche: molti personaggi, pur comparendo nei film, sono stati semplificati o privati di intere linee narrative che nei libri li rendevano memorabili. Il risultato è che alcune figure chiave appaiono molto meno incisive rispetto alla loro versione letteraria.
Ginny Weasley
Nei romanzi Ginny cresce fino a diventare una strega sicura di sé, sarcastica e combattiva, capace di tenere testa a chiunque. È una leader nell’Esercito di Silente e una delle combattenti più determinate contro Voldemort, ma anche una giocatrice di Quidditch formidabile e, in generale, una giovane donna decisamente affascinante. Nei film, invece, viene ridotta a interesse amoroso silenzioso di Harry, con pochissimo spazio per il suo carattere e per il suo percorso di maturazione, rendendo la sua importanza narrativa decisamente minore e sacrificandola per alcune scene francamente imbarazzanti.
Ron Weasley
Ron, nei libri, è molto più di una spalla comica: è intuitivo, emotivamente intelligente (anche se a modo suo) e spesso determinante nelle scelte del trio. Nei film, molte delle sue qualità vengono eliminate o assegnate a Hermione, trasformandolo in un personaggio più insicuro e caricaturale. Questo ridimensionamento ha finito per alterare anche l’equilibrio del gruppo, penalizzando il suo ruolo.
Ninfadora Tonks
La Tonks dei libri è un personaggio complesso: Auror talentuosa, Metamorfomagus, vulnerabile e coraggiosa allo stesso tempo. La sua storia con Lupin e la sua evoluzione emotiva sono centrali, soprattutto negli ultimi volumi. Nei film appare spesso sullo sfondo, con pochissime battute e senza un reale approfondimento, tanto che il suo tristissimo destino rischia di passare inosservato.
Percy Weasley
Il percorso di Percy è uno dei più adulti della saga letteraria. La sua rottura con la famiglia, dovuta all’ambizione e alla cieca fiducia nel Ministero, e il successivo pentimento aggiungono profondità al tema delle scelte morali. Nei film, però, Percy compare a intermittenza e il suo arco narrativo viene quasi del tutto ignorato, facendo perdere una delle storie di redenzione più interessanti.
Voldemort
Sì, proprio lui, il grande villain. Non è una semplice provocazione: il Voldemort dei libri è un personaggio infinitamente più sfaccettato: i ricordi inerenti alla sua famiglia che vengono mostrati a Harry da Silente (e che vengono colpevolmente ignorati dai film) rappresentano un tassello fondamentale nella composizione del suo quadro psicologico, dal rapporto con la madre al suo disgusto per i Mezzosangue e i Mudblood, fino alla scelta di considerare Harry, e non Neville, una minaccia per il suo potere. Tutti passaggi che, nei film, vanno inevitabilmente perduti.
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