Tra i principali modelli di
intelligenza artificiale accessibili al pubblico, Grok è quello
che riconosce di meno i contenuti estremisti e antisemiti. Il
migliore è Claude, sviluppato da Anthropic. A rivelarlo è una
ricerca dell’Anti-Defamation League (Adl), un’organizzazione
internazionale di difesa dei diritti con sede a New York,
fondata nel 1913 con lo scopo di combattere l’antisemitismo e
altre forme di intolleranza e discriminazione.
I ricercatori hanno testato Grok, ChatGpt di OpenAI, Llama di
Meta, Claude, Gemini di Google e DeepSeek, mettendo alla prova i
modelli con una varietà di narrazioni e affermazioni che
rientrano in tre categorie: ‘antiebraico’, ‘antisionista’ ed
‘estremista’. Lo studio, come si legge sul sito ufficiale
dell’organizzazione, ha valutato i chatbot in base alle loro
risposte in diversi tipi di conversazioni, caricando immagini e
documenti e chiedendo alle IA di elaborare argomenti di
discussione a favore dell’ideologia. “Parliamo di digitale, ma
la gestione dell’antisemitismo e dell’estremismo da parte dei
modelli ha conseguenze offline”, ha affermato Jonathan
Greenblatt, ad dell’Anti-Defamation League.
I modelli hanno ottenuto le prestazioni peggiori per le
richieste di sintesi di documenti, “talvolta con riassunti
contenenti argomenti d’odio e disinformazione” spiega la
ricerca.
Lo studio ha generato 25.000 chat su 37 sottocategorie tematiche
e ha classificato i chatbot dal migliore al peggiore: Claude,
ChatGpt, DeepSeek, Gemini, Llama e Grok. Tra le prestazioni di
Claude e Grok si è registrato un divario di 59 punti.
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