Il nostro viaggio nella storia del cinema western oggi prenderà una piega diversa dal solito, perché in questo articolo ci spingeremo oltre il romanticismo della vita di frontiera e andremo alla scoperta della vera brutalità del far west rievocando i 5 western più violenti mai realizzati.
Il primo western violento che viene in mente ad un fan del genere è senza dubbio Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah: ambientato nel 1913, durante la rivoluzione messicana, segue una banda di anziani fuorilegge guidata da Pike Bishop durante il tentativo di un ultimo grande colpo che mira a rubare una scorta di armi per un generale messicano. Il film è celebre proprio per la sua violenza stilizzata, il suo montaggio esasperato e l’introduzione di personaggi moralmente ambigui, caratteristiche stilistiche e narrative che hanno contribuito a segnare la fine del mito del western classico.
Un altro titolo citato molto spesso quando si parla di western violenti è Bone Tomahawk di S Craig Zahler, che ha vita facile in classifiche di questo tipo dato che è a tutti gli effetti un ibrido tra cinema western e cinema horror: ambientato alla fine del 1800, il film segue lo sceriffo Franklin Hunt (Kurt Russell) che si mette alla guida di una spedizione di salvataggio nella zona di confine tra Texas e New Mexico dopo che una tribù di trogloditi cannibali ha assaltato la cittadina di Bright Hope e rapito tre persone – tra cui Samantha, la moglie di un allevatore locale. Ma il viaggio, già lungo e pericoloso di per sé, per i protagonisti si trasforma ben presto in una vera e propria discesa all’inferno, perché man mano che si allontaneranno dalla civiltà li nostri si ritroveranno a fare i conti con la ferocia senza limiti dei rapitori che vivono nelle profondità delle montagne.
Suggeriamo poi The Proposition di John Hillcoat, un western australiano del 2005 scritto dal musicista Nick Cave: duro come un racconto di Cormac McCarty, il film è ambientato nell’outback alla fine del XIX secolo e segue la storia di un fuorilegge costretto da uno spietato generale a dare la caccia e ad uccidere il fratello maggiore allo scopo di salvare quello minore dalla pena capitale.
Recuperate anche Keoma di Enzo G Castellari, capolavoro spesso troppo poco celebrato della corrente degli spaghetti-western e noto proprio per l’elevato numero di morti, le sparatorie in slow motion, le scene di tortura e le tecniche cinematografiche innovative per l’epoca. La storia segue il protagonista Keoma (Franco Nero), un mezzosangue che torna nel suo villaggio natale dopo aver combattuto nella Guerra di Secessione. Qui però trova una situazione disperata: il paese è flagellato dalla peste e dominato dal tirannico Caldwell e dalla sua banda, di cui fanno parte anche i tre fratellastri di Keoma. Il nostro deciderà di combattere per liberare la città, affiancato solo dal padre e da un vecchio amico…
Infine, vi suggeriamo Brimstone di Martin Koolhoven, un’epopea dark suddivisa in più capitoli raccontati in un ordine cronologico sparso incentrata sul fanatismo religioso e sull’estrema crudeltà fisica e psicologica che può scatenare. La storia segue Liz (interpretata da Dakota Fanning), un’ostetrica muta che vive una vita apparentemente serena con la sua famiglia ma la cui esistenza viene sconvolta dall’arrivo in città di un nuovo e sinistro Reverendo (Guy Pearce), un fanatico religioso che la ragazza riconosce come una minaccia riemersa dal suo passato. L’uomo inizia a perseguitarla sempre più brutalmente, considerandola una sua “proprietà” e arrivando a seminare morte tra i suoi cari per punirla dei suoi peccati passati.
Come bonus, segnaliamo di recuperare su Netflix la mini-serie American Primeval di Peter Berg, ambientata nello Utah del 1857 e incentrata sulla violenta e cruda esplorazione della frontiera americana. La storia si concentra sulla “Guerra dello Utah” tra il governo federale degli Stati Uniti, le milizie dei mormoni guidate da Brigham Young e le tribù dei nativi americani, e include la rappresentazione di fatti storici brutali come il massacro di Mountain Meadows. La trama principale segue Sara Rowell (Betty Gilpin), una madre in viaggio con il figlio Devin per ricongiungersi al marito: durante il pericoloso tragitto, riceve l’aiuto di Isaac (Taylor Kitsch), un trapper solitario dall’oscuro passato che conosce alla perfezione quelle terre inesplorate…
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